Pantheon e Colosseo aperti di notte ad agosto: come visitarli
- Agosto 3, 2026
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Il Giudizio Universale di Michelangelo è in manutenzione? Pazienza. Roma è disseminata di capolavori che meritano altrettanta attenzione, senza dover sopportare affollamenti (invece la regola del silenzio, quella vale sempre.. in fondo si tratta sempre di luoghi sacri). In questo nuovo post vogliamo attirare la vostra attenzione su sette chiese dove trovare arte muraria straordinaria, in attesa che gli interventi in Cappella Sestina arrivino al termine!
La maggior parte dei turisti fra Termini e Monti visita la Basilica di Santa Maria Maggiore, specie dopo la morte di Papa Francesco, e poi gira i tacchi e cambia quartiere. A pochi passi dai suoi soffitti d’oro, vi ritroverete davanti a un tesoro che il 99% dei visitatori a Roma ignora completamente. Il Sacello di San Zenone all’interno della Basilica di Santa Prassede, è una scatola d’oro, una piccolissima cappella del IX secolo completamente rivestita di mosaici bizantini. OK, non sono affreschi come alla Sistina, ma migliaia di minuscole tessere disposte con una pazienza che oggi farebbe impazzire chiunque. Papa Pasquale I la fece costruire come mausoleo per sua madre Teodora, e non badò a spese.
Il nostro consiglio: occhio agli orari di apertura della Basilica, e magari non disdegnate l’idea di una visita guidata simile a questo.
Una delle quattro basiliche papali di Roma, eppure stranamente tranquilla. Anche qui troviamo i mosaici, e anche qui bizantini: quelli dell’arco trionfale e dell’abside sono spettacolari. Come abbiamo accennato anche in questo post, la basilica fu ricostruita dopo un devastante incendio, ma i mosaici (del XIII secolo) furono miracolosamente risparmiati.
Il nostro consiglio: l’ingresso in chiesa è sempre gratuito, ma considerate di pagare per visitare lo straordinario chiostro medievale o gli scavi sottostanti.
A due passi dal Vaticano, ma completamente fuori dai flussi turistici, questa chiesa di quartiere custodisce quello che potremmo definire un “affresco-non-affresco”: una cupola in alluminio traforata con 160 stelle di cristallo colorato che creano giochi di luce mozzafiato. È arte da guardare rigorosamente a testa in su, ma qui non troverete santi o scene bibliche dipinte – piuttosto un cielo stellato che cambia aspetto durante il giorno a seconda della luce che filtra. Un esempio straordinario di come l’arte sacra possa reinventarsi totalmente, lontanissimo dai canoni tradizionali. Fu costruita per Papa Leone XIII alla fine dell’Ottocento con il contributo di 27 nazioni cattoliche. Un angolo di pace e bellezza in pieno Prati che dimostra che “guardare in alto” in una chiesa romana può riservare sorprese anche al di fuori degli affreschi classici.
Il nostro consiglio: Prati è un quartiere disseminato di chiese interessanti ma non famose: esploratele tutte!
Qui mettiamo due chiese (anzi, tecnicamente tre!) insieme. Se la Sistina ha i suoi restauratori e l’ormai famosa Chiesa di Sant’Ignazio di Loyola vi spaventa per via delle sue file ormai chilometriche, a poca distanza da quest’ultima avete altre due scelte di affreschi maestosi. Più vicina è la Chiesa del Gesù, con affreschi di Giovan Battista Gaulli, detto il Baciccio. Anche qui ci sono giochi prospettici come a Sant’Ignazio, e addirittura le figure escono dalla superficie dedicata all’affresco, quasi per “scappare” dal soffitto!
Più distante ma sempre nella stessa zona, in fondo a Corso Vittorio Emanuele II c’è Santa Maria in Vallicella, detta Chiesa Nuova. Pietro da Cortona ha decorato questa chiesa con un ciclo monumentale che è un tripudio di colori e che possiede quella drammaticità tipicamente barocca che fa sembrare il soffitto sul punto di aprirsi verso il Paradiso.
Il nostro consiglio: Se la trovate aperta, a metà strada fra le due la piccolissima chiesa di San Girolamo della Carità, a due passi da Piazza Farnese, è spettacolare e riccamente decorata.
Nascosta in una piazzetta fra Piazza Navona e Piazza del Fico, questa chiesetta con la facciata concava di (ancora lui!) Pietro da Cortona custodisce un gioiello: le Sibille di Raffaello nella Cappella Chigi. L’affresco del 1514 mostra quattro sibille, profetesse pagane che annunciano la venuta di Cristo. La composizione è un capolavoro di equilibrio raffaellesco, con chiare influenze michelangiolesche rielaborate con quella grazia che solo Raffaello sapeva infondere.
Il nostro consiglio: il famoso Chiostro del Bramante è lì accanto, perfetto per un caffè (per di più in un setting spettacolare) dopo la visita.
Chiudiamo tornando a dei mosaici, questa volta di Pietro Cavallini (XIII secolo) nella Basilica di Trastevere. Il ciclo della Vita della Vergine brilla di ori e azzurri, in uno stile che segna il passaggio dal bizantino al gotico. Cavallini fu uno dei primi artisti a tentare di dare tridimensionalità alla sua arte, anticipando di decenni le innovazioni di Giotto.
Il nostro consiglio: Se attraverserete il Tevere per venire alla Basilica, venite al mattino presto o nel tardo pomeriggio e avrete la chiesa quasi per voi.
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