Walking tour: nella Trastevere meno conosciuta

From Home to Rome free walking tour of unknown Trastevere

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Quando si visita Roma, particolarmente la prima volta, si trova sempre il tempo per attraversare Ponte Sisto o Ponte Garibaldi per visitare Trastevere.

Tuttavia i percorsi nel rione capitolino forse più famoso di tutti tendono a essere sempre gli stessi: si ascolta musica dal vivo in piazza di Santa Maria in Trastevere, si passeggia su e giù per via della Lungaretta, si beve un drink fra piazza Belli e piazza Sant’Egidio… E con il martellamento mediatico sull’autenticità di Trastevere rispetto ad altre aree, per assurdo il quartiere si è riempito di viaggiatori stranieri attirati dall’idea della Roma meno commerciale… il che a sua volta ha creato – con un effetto inverso – un aumento del turismo più superficiale!

Una Trastevere più autentica: dove trovarla

A essere sinceri, c’è una parte di Trastevere che è davvero più autentica, più corrispondente a quanto descrivono guide turistiche e influencer. Curiosamente, si trova nella parte del rione che è più a nord ed è meno frequentata in assoluto – sia da stranieri che dagli italiani stessi.

Forse perché non vi passa alcun mezzo pubblico? Perché ci sono pochissimi negozi e ristoranti? È un mistero, perché per noi di From Home to Rome è una zona centrale incredibilmente poetica, ancora relativamente intatta rispetto al turismo di massa e dove è facile immergersi nella storia dell’Urbe a ogni passo. Ed è qui che vogliamo portarvi con questo walking tour!

Porta Settimiana e la sua storia

Partiamo da Porta Settimiana, per allontanarci dal “centro” di Trastevere. Trovare questo punto di riferimento è abbastanza facile anche per un non romano: siamo proprio a pochi passi dalla presunta casa della Fornarina, musa e amante di Raffaello. Qui termina via Garibaldi, e a poche centinaia di metri, su via della Lungara, si trova Villa Farnesina.

L’arco di Porta Settimiana è difficile da confondere con altri monumenti: su uno dei lati si trova una merlatura medievale difensiva. Nonostante questa aggiunta, però, si tratta di una costruzione molto più antica, parte delle Mura Aureliane ma presente da ancora prima, quando probabilmente faceva parte di un acquedotto che portava acqua in città dal Gianicolo.

Sul motivo del nome “settimiana” sono state generate diverse ipotesi: potrebbe trattarsi della contrazione di “septentrio” (a nord di) e “Ianus” (il tempio di Giano, che sappiamo si trovava in quest’area).

Comunque, anche senza una certezza sul nome, la cosa interessante è che il nome, e la presenza della porta, ci dicono molto su quanto questa parte di Roma fosse affollata e ricca di edifici anche in epoca antichissima: l’acquedotto, le mura difensive, almeno un tempio, ville patrizie e tante officine che sfruttavano l’acqua del fiume: una fornace per la cottura della ceramica, per esempio, è stata recentemente scoperta al di sotto del vicino Palazzo Corsini.

L’Orto Botanico e dei musei sottovalutati

La nostra passeggiata è semplicissima: una volta oltrepassata Porta Settimiana, si cammina verso nord su via della Lungara, prendendosi giusto delle pause nelle traverse che incontreremo.

Il primo riferimento, sulla vostra sinistra, è largo Cristina di Svezia, dedicato alla regina che morì qui dopo essere stata deposta.

Alla fine di questa piazzetta si trova l’ingresso all’Orto Botanico, gestito dall’Università La Sapienza.

Questo faceva inizialmente parte di Palazzo Corsini, il museo che chiude lo slargo su uno dei suoi lati. Essendo sviluppato su un fianco del Gianicolo, l’Orto Botanico è in salita e dai punti più alti offre viste magnifiche su tutta la città, ma non è l’unico motivo per cui consigliamo di visitarlo: ci sono iniziative interessanti e frequenti sia per adulti che per bambini, da corsi di fotografia a laboratori. Uno dei luoghi più suggestivi di Roma.

Tornando a Palazzo Corsini: si tratta di una delle due sedi della Galleria Nazionale di Arte Antica (l’altra si trova a Palazzo Barberini, in pieno centro). Oltre a ospitare l’Accademia Nazionale dei Lincei, qui si trovano lavori di Caravaggio, Artemisia Gentileschi, Van Dyck o Rubens, fra gli altri. Un’interessante politica permette di comprare un biglietto che vi farà entrare gratis nella seconda sede della Galleria Nazionale: consigliamo di approfittarne!

Di fronte a Palazzo Corsini si trova Villa Farnesina, con i suoi celebri affreschi firmati da Raffaello: un’altra struttura da visitare in questa parte di Roma.

Nascosti nei vicoli di Trastevere

Non trascurate le strade alla vostra sinistra: riservano tutte qualcosa di particolare! Un esempio sono le gallerie d’arte contemporanea: ne troverete alcune tra le più interessanti e originali di Roma in via delle Mantellate (“Studio Stefania Miscetti”), via di San Francesco di Sales (“Fondazione Volume!”) o vicolo di Sant’Onofrio (“Ex Elettrofonica”).

Gallerie d’arte a parte, questi vicoli ospitano scuole di cucina, un altro piccolo museo cittadino (“Casa della Memoria e della Storia“), librerie, qualche bar o ristorante nascosto e… conventi!

Chiese e conventi a ogni angolo di strada non sono una novità a Roma, ma in questa zona ce n’è una tale sovrabbondanza che uno è stato addirittura trasformato in quella che oggi è il più antico carcere a Roma, Regina Coeli, il cui nome tradisce la sua precedente funzione.

Regina Coeli si trova sulla sinistra, superato Palazzo Corsini, ma se non si conosce la sua destinazione d’uso ci si passa davanti senza dare importanza all’edificio: sembra un normale – anche se antico – complesso di uffici.

La ragione di una presenza religiosa così massiccia è che la stessa via della Lungara una volta era conosciuta come “Via Sancta”, la Strada Santa, che conduceva i pellegrini provenienti dal sud Italia verso San Pietro – molti trovarono rifugio e una nuova vita in questi vicoli.

Un altro ex convento segue nel percorso: dal 1987, il Convento del Buon Pastore è la sede della rivoluzionaria associazione femminista Casa Internazionale della Donna.

Questo particolare convento (che fu anche una prigione femminile) era stato costruito originariamente per ex prostitute o donne abusate dai loro mariti, nel lontano 1615. Il complesso ora ospita servizi essenziali per donne in difficoltà, ma si finanzia attraverso concerti, mostre d’arte, proiezioni di film o festival letterari. Hanno un caffè-bistrot nel loro cortile che vi consigliamo di visitare.

Il manicomio che non c’è

Rispetto ad altre zone di Trastevere, e nonostante la sua vicinanza a, beh, una prigione e al trafficatissimo lungotevere, sarete sorpresi di quanto sia tranquilla questa zona.

Non è sempre stata così: a partire dal 1725, l’edificio più famoso (meglio: tristemente famoso) di via della Lungara, ad eccezione del carcere di Regina Coeli, era il manicomio cittadino.

Originariamente era stato costruito pensando che la zona di Trastevere fosse sufficientemente “lontana” dal centro da non infastidire i cittadini romani, ma quando la città iniziò a espandersi fu presa la decisione di spostarlo nel quartiere di Monte Mario, a nord del Vaticano.

Il vecchio manicomio alla fine fu demolito per fare spazio proprio ai lungoteveri e alle massicciate per proteggere l’Urbe dalle piene del fiume sottostante. Molti giovani romani di oggi non sanno nemmeno che ci fosse una simile struttura proprio a due passi dal Vaticano!

Trastevere e la Shoah

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La Villa D’Alibert così come la si vede dalla strada: è chiusa al pubblico. Foto di LaLupa via Wikimedia Commons

Mentre camminate proprio in direzione di San Pietro, fare una deviazione lungo via degli Orti di Alibert vi permetterà di intravedere la maestosa Villa D’Alibert, nascosta dietro un muro di pietra. Questo palazzo del XVII secolo apparteneva al segretario della regina Cristina di Svezia. Guardando con attenzione, potreste essere in grado di vedere una fontana proprio nella facciata dell’edificio, che assomiglia a una parete rocciosa – la moda dell’epoca!

Una piccola porta alla base di questa portava alle tubature dell’acqua. Quando la fontana smise di essere usata, quello stesso condotto si rivelò particolarmente utile quando i nazisti cominciarono a fare regolarmente rastrellamenti a Roma tra il 1943 e il 1944. I romani che venivano arrestati venivano portati nel vicino Palazzo Salviati, l’ultimo grande edificio prima che via della Lungara diventi piazza della Rovere – la fine della nostra passeggiata.

Un tempo questo edificio era l’Accademia Militare di Roma, (attualmente è l’Istituto Italiano di Studi Superiori della Difesa) e veniva usato come scalo prima di mandare i prigionieri nei campi di concentramento. Alcuni di loro riuscirono a fuggire attraverso Villa D’Alibert: il passaggio nella fontana conduce al Gianicolo.

Dei 1.023 ebrei romani catturati dai tedeschi, solo 16 fecero ritorno da Auschwitz.

Vorreste soggiornare in questa parte di Roma?

Se scoprire la storia locale e stare alla larga dalle folle di turisti sono tra le vostre priorità nel momento in cui ricomincerete a viaggiare per turismo, mettetevi in contatto con noi! Alcuni dei nostri alloggi meglio recensiti sono proprio in questa parte di Trastevere, e comprendono Via della Mantellate e Domus Claudiae.

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