Fondazione D’ARC: un nuovo spazio per l’arte contemporanea
- Marzo 27, 2026
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Se siete…
Con l’autunno a Roma è ripartita la stagione dei grandi eventi culturali: quest’anno un po’ più affollata del consueto, perché hanno prolungato o inagurato appuntamenti che erano stati previsti in origine per la primavera o che comunque erano rimasti bloccati e senza visitatori per via del lockdown.
In questa breve panoramica ci concentreremo su alcune delle mostre di maggior prestigio attualmente nella Capitale, tenendo presente che rimangono valide le regole per le visite nei musei e nelle gallerie d’arte che avevamo dettagliato in questo post.
Da non mancare assolutamente è l’apertura della terza ala dei Musei Capitolini, a Palazzo Caffarelli sul Campidoglio: il recupero di questo spazio è stato necessario per dare una degna sede espositiva a parte della collezione delle statue romane e greche conservate per secoli dalla famiglia Torlonia. Note semplicemente come “Marmi Torlonia”, si tratta complessivamente di 620 sculture che fino agli anni ’70 erano esposte a Trastevere: poco meno di un centinaio saranno al centro di un percorso espositivo che durerà dal 14 ottobre al 21 giugno 2021, per poi diventare una mostra itinerante.
L’importanza di questo recupero sta nelle modalità di “costruzione” di questa immensa collezione: i Torlonia, come banchieri, avevano prestato denaro a molte altre famiglie nobili, e non si fecero problemi a recuperare quanto loro dovuto acquisendo intere raccolte di opere d’arte.
Considerato il periodo all’interno del quale si mossero, i Torlonia costituirono quindi un “museo” prima ancora che aprissero i Capitolini, considerati i primi spazi pubblici per l’arte al mondo. In qualche modo, quindi, questi principi sono stati precursori dei tempi, e con la loro fame di bellezza hanno preservato delle testimonianze importantissime della scultura greca e romana dalla distruzione: oggi potremo tornare ad apprezzarle!
Sempre ai Musei Capitolini, ha goduto di una proroga la mostra “Il tempo di Caravaggio“. Si tratta di lavori provenienti dalla collezione di Roberto Longhi, uno dei più grandi esperti sul grande pittore lombardo, firmati non solo da Michelangelo Merisi ma anche dai suoi seguaci: è un modo diverso per apprezzare l’influenza dell’artista sui suoi contemporanei, una rivoluzione che per certi versi continua tuttora. Fino al 10 gennaio 2021.
Al Chiostro del Bramante, che associa spesso personaggi classici con esibizioni contemporanee, il focus di questa stagione è su Banksy, “l’illustrissimo sconosciuto”, forse il più famoso esponente della street art (nonostante l’anonimato del quale ancora gode).
“Banksy: a Visual Protest” era già passata con grande successo lo scorso anno al Mudec di Milano, e arriva a Roma con lo stesso approccio etico: piuttosto che staccare dai muri le opere di Banksy appositamente concepite per quei determinati spazi, sono parte dell’esperienza di visita solo lavori acquistati regolarmente da collezionisti privati.
Mentre della Quadriennale avevamo parlato qui, non si possono non ricordare alcuni altri momenti imprescindibili di questo periodo:
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