Storia (molto) breve delle “madonnelle” di Roma
- Luglio 20, 2026
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Dopo le piogge e il freddo degli scorsi giorni, Roma inizia una nuova settimana all’insegna di sole e temperature più miti: è il fenomeno meteorologico dell'”ottobrata“, causata da un anticiclone africano che riporta il bel tempo sull’Italia e sulla Capitale prima del passaggio all’ora solare e all’arrivo del mese di novembre.
Quasi sempre… puntuale, l’ottobrata è il momento per godersi (si spera non per l’ultima volta quest’anno!) i parchi cittadini e la campagna intorno alla città: è tradizione dedicare almeno due giorni – il giovedì e la domenica – di questo periodo di alta pressione insolita all’esplorazione di alcune zone di Roma più bucoliche, insieme ad alcune destinazioni oltre i confini del Grande Raccordo Anulare: le famose gite fuori porta nascono proprio per celebrare questo periodo dell’anno, un’usanza che si rinnova nonostante il Covid-19 e i nuovi regolamenti da tenere a mente.
Un tempo l’ottobrata a Roma portava folle di gitanti oltre Porta San Paolo, verso l’omonima Basilica, o sul Monte Testaccio. E poi c’erano Ponte Milvio, le campagne lungo la Via Nomentana fuori da Porta Pia, oppure le pinete oltre Porta San Giovanni, dove oggi ci sono i quartieri di Tor Pignattara e del Pigneto.
Già, molti dei luoghi classici per l’ottobrata romana ormai sono off limits: perché completamente urbanizzati o perché protetti dalle soprintendenze (è proprio il caso di Monte dei Cocci). Dove andare, allora, a passeggiare nel verde pur rimanendo in città?

Appia Antica, Caffarella e Villa Pamphilj, oltre al Parco di Tor Fiscale, sono alcuni dei polmoni verdi più grandi della Capitale, e sono rimasti praticamente identici da che esiste l’ottobrata romana. Alcuni, poi, come il Parco dell’Appia Antica, uniscono contesto naturalistico ad attrazioni di tipo museale: doppiamente interessante, insomma, per i visitatori che volessero “ri-ossigenarsi” prima dell’autunno più uggioso.
Per chi volesse ripercorrere gli itinerari delle antiche ottobrate, ristoranti come Antica Trattoria Pallotta a Ponte Milvio, Il Biondo Tevere e Zampagna alla Basilica San Paolo o l’Antica Caciara e Scarpone sul Gianicolo sono esattamente sui tragitti degli “ottobranti” dei secoli scorsi. Di più, sono nati proprio per offrire ristoro a chi si concedeva una passeggiata lontano dal centro storico.
Naturalmente ci sono da considerare anche mete più distanti: una gita tipica dell’ottobrata è quella verso i Castelli Romani, da Albano ad Ariccia, da Castelgandolfo a Marino: come dice la vecchia canzone, “s’annamo a diverti’!”
Per chi preferisse altri “lidi”, a un’ora circa da Roma il lago di Bracciano con le sue tre cittadine costituisce un’altra possibilità, mentre per chi preferisce il litorale c’è sicuramente da segnalare Ostia coi suoi scavi.
E ancora: quest’anno è eccezionalmente ancora aperto il Giardino di Ninfa, in provincia di Latina, che celebra i 100 anni dall’apertura: nelle sue vicinanze si possono visitare sia Subiaco che Sermoneta. Va solo tenuto presente che l’area verde ha una rigida prenotazione obbligatoria, e che apre solo nel weekend.
Per concludere, pur con tutte le precauzioni dettate dall’epidemia di Coronavirus, c’è la possibilità di visitare una delle centinaia di aziende vinicole sul territorio: dalla zona di Cori al viterbese, passando proprio per i Castelli Romani, l’ottobrata è sinonimo di vendemmia e di assaggio delle nuove annate. Sarebbe un peccato perderseli!
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