Fondazione D’ARC: un nuovo spazio per l’arte contemporanea
- Marzo 27, 2026
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Se siete…
Dallo scorso 19 maggio, giorno della riapertura dei musei e delle gallerie d’arte a Roma, romani e turisti hanno entusiasticamente ripreso a visitare questi spazi di condivisione culturale, anche se ci sono delle regole in più da tenere in considerazione, norme che fino a prima dell’esplosione della pandemia da Covid-19 erano per lo più completamente assenti.
Qui a From Home to Rome, coscienti del fatto che alcuni potrebbero sentirsi intimiditi e bloccati dalla richiesta di osservare tali regole e, di conseguenza, rinunciare a visitare alcune mostre e strutture museali, abbiamo deciso di dedicare questo approfondimento ai protocolli di sicurezza così come sono stati implementati dalle realtà cittadine, a vantaggio di chi è già sul territorio o di chi sta considerando una breve permanenza fra i Sette Colli.
Al momento in cui scriviamo questo post, le informazioni che riportiamo sono da ritenersi le più aggiornate. Tuttavia, di fronte a una situazione in costante evoluzione come quella del Coronavirus, prima di presentarsi davanti alle porte di un museo è sempre bene visitare i relativi siti ufficiali (e/o i loro profili social, che quasi per tutte queste realtà sono aggiornati più di frequente).
Cercare informazioni in questo modo permetterà di scoprire aperture o chiusure straordinarie (per esempio: molti musei spesso affittano i propri spazi a realtà aziendali, e in quei giorni rimangono chiusi), giornate a ingresso gratuito o prolungamenti di orario. In più, è così che sono comunicati i cambiamenti di politica rispetto alle prenotazioni.
Proprio a proposito di prenotazioni: il più grosso cambiamento per chi si affaccia in un museo dopo il lockdown è quello di prenotare la propria visita.
In alcuni musei, come i Vaticani, il Parco Archeologico del Colosseo e il MAXXI, si tratta di un requisito obbligatorio. Per altri, come la Galleria Borghese, non c’è alcuna novità: lo hanno sempre fatto! Molti musei, invece, non obbligano alla prenotazione ma la “suggeriscono”: è, insomma, fortemente consigliata, come riportato in bell’evidenza ai Musei Capitolini.
Questo per facilitare il lavoro del personale, che potrà eventualmente suggerire di effettuare la visita in un altro momento a causa di un flusso di persone troppo elevato. Infatti la prenotazione serve a contingentare gli accessi, evitando assembramenti potenzialmente pericolosi.
Dove la prenotazione è solo consigliata è, tuttavia, anche perché ci sono direzioni che hanno ritenuto che gli spazi a disposizione siano così ampi da garantire già una adeguata distanza tra visitatori. Succede così a Palazzo Barberini, per esempio, alla Galleria Corsini, o ancora alla Galleria Nazionale di Arte Moderna.
Durante la appena conclusa mostra su Raffaello alle Scuderie del Quirinale, chi aveva acquistato il biglietto aveva pochi minuti per ammirare i lavori in esposizione prima di venire indirizzato verso le sale successive nel percorso.
Ancora una volta, si trattava di una misura che serve a evitare sovraffollamenti in spazi piccoli e con poca circolazione di aria: succede anche al Macro di via Reggio Emilia, dove sono a disposizione 60 minuti per completare la visita.
Sono pochi i musei di Roma che hanno questa regola, che in ogni caso viene comunicata all’ingresso e sui siti ufficiali delle varie istituzioni.
La stragrande maggioranza delle strutture a Roma impone di seguire un percorso obbligato che dall’entrata porta verso l’uscita: come l’ingresso a tempo o la visita contingentata, ciò genera qualche malumore in chi era abituato a non programmare i propri impegni culturali e amava girovagare liberamente fra le grandi sale dei musei. Purtroppo si tratta di piccoli sacrifici necessari a garantire la propria salute e quella di chi ci è caro: non dubitiamo che presto queste misure saranno rimosse.
Naturalmente chi sta programmando un viaggio a Roma in questo periodo potrebbe stare chiedendosi come mai non ci sia una linea di condotta comune per tutti i musei in città. Beh, in realtà questa… c’è: il termoscanner all’ingresso, la richiesta di indossare una maschera per tutta la visita, il gel disinfettante posizionato nelle zone di maggior passaggio… Sono regole comuni a tutti.
Quello che cambia dipende da chi amministra lo specifico museo, perché non bisogna dimenticare che a Roma le decine di strutture presenti sono, di volta in volta, gestite a livello nazionale, comunale o addirittura privato, attraverso fondazioni. Questo crea macrodifferenze non solo nelle misure di sicurezza ma anche in altri ambiti (uno su tutti: il prezzo del biglietto!).
A parziale consolazione, basterà sottolineare che i musei non sono mai stati così vuoti come in questo momento: una gioia per chi non vuole stare tra la folla, nonostante le normative da rispettare.
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