Storia breve di Via dei Coronari (per turisti e non!)
- Settembre 7, 2026
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La Pietà di Michelangelo, la Santa Teresa del Bernini, il Marco Aurelio in cima al Campidoglio, e proprio lì la Lupa capitolina… I capolavori di Roma contano molte statue, ma la maggior parte dei visitatori ignora che artisti hanno continuato a produrre opere maestose anche dopo il crollo dell’Impero Romano, il passaggio dal Rinascimento al Barocco o dopo la fine del Diciannovesimo secolo!
Questo post vuole presentare alcune delle opere più famose create in epoca moderna: non si tratta necessariamente di capolavori, anzi molti obiettano sul loro valore! Tuttavia ci piace pensarli come spunti di riflessione, ma anche come a un punto di partenza per parlare delle contraddizioni della Città Eterna.
A meno di due minuti dalla celebre breccia di Porta Pia, all’inizio della Via Nomentana, lo scultore romano completò questo lavoro imponente nel 1932. In una forma di sfottò che è molto familiare a chi ha visitato la statua di Garibaldi sul Gianicolo, anche questo bersagliere sembra sfidare la Chiesa, essendo stato posizionato come a voler attaccare ancora e ancora lo Stato del Vaticano e le sue antiche mura.
Dove vederlo: Piazzale di Porta Pia (raggiungibile in autobus (per esempio il 90 da Termini, il 60 da Piazza Venezia).
La religione domina (ancora) la conversazione, quando si parla di arte. Questa statua in bronzo raffigurante Karol Wojtyla è stata all’origine di accese polemiche fin dal 2011, quando fu completata. Prima ancora che venisse messa a dimora, la sua collocazione fu ritenuta inappropriata (così come l’intitolazione della stazione ferroviaria al pontefice recentemente scomparso, in quanto si sottolineava il suo secondo ruolo come capo di Stato straniero). All’inaugurazione, la testa della statua originale risultò poi talmente più piccola del resto del corpo che l’artista Oliviero Rainaldi fu costretto a rifarla.
Dove vederlo: Piazza dei Cinquecento (appena fuori dalla stazione Termini)
A proposito di dibattito, questo obelisco contemporaneo, realizzato da Arnaldo Pomodoro, dovrebbe dare il benvenuto a ogni viaggiatore che entra dalla zona sud della città, collocato com’è nel quartiere dell’EUR. Eppure, molti visitatori non colgono la sua natura, e piuttosto si interrogano: come mai un albero di Natale in metallo si trova in questa posizione? Non possiamo biasimarli perché, in effetti, questa scultura ne ricorda uno. L’intenzione era invece quella di sostituire gli obelischi egiziani saccheggiati durante l’Impero romano, oltre a rappresentare una “conversazione” con altri importanti monumenti della zona, come il Palazzo dello Sport, costruito per le Olimpiadi del 1960. Se questo lavoro vi ricorda qualcosa, un Arnaldo Pomodoro che tutti conoscono è “Sfera nella sfera”, nel Cortile della Pigna dei Musei Vaticani.
Dove vederlo: Piazzale Pier Luigi Nervi (quartiere EUR, raggiungibile con la linea B della metropolitana – la fermata più vicina è EUR Palasport)
E poiché abbiamo appena parlato delle Olimpiadi del 1960, non si può non raccontare la storia rocambolesca delle otto statue originariamente create da Amleto Cataldi per lo Stadio Nazionale (lo stadio di epoca moderna di Roma che fu smantellato per costruire al suo posto lo Stadio Flaminio). Risalenti al 1927, queste quattro coppie erano originariamente posizionate sull’anello più alto dello stadio, e quando l’edificio fu demolito furono destinate a un magazzino.
Quando Roma si aggiudicò il concorso per ospitare le Olimpiadi, qualcuno si ricordò della loro esistenza, si diede da fare per scoprirne l’ubicazione e infine le fece collocare nel Villaggio Olimpico, l’area del quartiere Flaminio costruita per gli atleti di quella edizione, dove sono tuttora visibili. Una coppia di atleti si trova in Largo Indira Gandhi, una in Via Gran Bretagna e due si trovano in punti diversi di Viale della XVII Olimpiade.
Dove vederli: nell’area del Villaggio Olimpico (quartiere Flaminio, raggiungibile con la linea 2 del tram da Piazzale Flaminio)
Un’altra statua dei primi del Novecento domina la piazza di fronte alla Basilica di San Giovanni in Laterano. Si tratta di una… bizzaria, in realtà: perché un San Francesco in questa posizione, invece di un San Giovanni? Non è dato sapere, a parte il fatto che a Roma Capitale mancava una statua dedicata al patrono d’Italia. All’epoca della decisione, l’area fu ritenuta troppo vuota e degna di un monumento, per creare il quale fu coinvolto il famoso scultore Giuseppe Tonnini, quello dell’Altare della Patria (insieme al suo collega Giuseppe Sacconi).
Dove vederlo: Piazza di San Giovanni in Laterano (raggiungibile con la linea A della metropolitana, la cui fermata più vicina è San Giovanni)
Per chi ama l’arte moderna e le passeggiate fuori porta, il parco di Villa Glori (che domina il Villaggio Olimpico che abbiamo appena citato) è un luogo da non perdere. Alla fine degli anni Ottanta, un edificio all’interno del perimetro del parco fu trasformato in un hospice per malati terminali di AIDS. Questa decisione suscitò delle polemiche, sicuramente derivanti da una scarsa conoscenza della malattia. La critica d’arte Daniela Fonti propose al Comune di Roma di istituire qui una mostra permanente di arte contemporanea, a significare l’incontro tra questi “paria” dell’età moderna e il resto della città. Il nome della mostra è “Varcare la soglia” ed è tuttora visitabile. Comprende 11 opere di altrettanti scultori, tra i quali Paolo Canevari, Giuseppe Uncini, Jannis Kounellis e molti altri.
Dove vederlo: il parco ha due ingressi separati in viale Maresciallo Pilsudski (zona Parioli, a pochi passi dall’Auditorium Parco della Musica, o raggiungibile in autobus con la linea 223 da Termini)
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