Storia breve di Via dei Coronari (per turisti e non!)
- Settembre 7, 2026
- Senza categoria
La fortuna di vivere in un paese come l’Italia è anche quella di avere a portata di mano una quantità di luoghi particolari e poco conosciuti dal grande pubblico, capolavori di arte e culmine di storie creative tutte da conoscere. In questo post ci siamo voluti concentrare su tre di queste storie: delle vere e proprie utopie a un passo da Roma, uniche per stile, per “manifesto” ma anche per la… follia dei loro creatori. Visitateli per ricaricarvi di energie, per delle foto spettacolari ma anche solo per familiarizzare con mondi fuori dal comune!
Il più antico dei siti che consigliamo per questo particolare tipo di gite fuori porta, si tratta di un bizzarro percorso fra gli alberi (che deve al monumento il nome alternativo di “Bosco Sacro”) voluto dal principe Pier Francesco Orsini a partire dal 1547 poco lontano dal centro abitato di Bomarzo, in provincia di Viterbo.
L’ispirazione iniziale dietro la progettazione del parco fu con ogni probabilità la morte della moglie di Orsini, Giulia Farnese, ma nell‘affidare i lavori ad alcuni artisti di spicco dell’epoca, tra i quali Pirro Ligorio, il principe dimostrò di essere al corrente delle ultime tendenze dell’arte rinascimentale, compresa la moda delle grottesche. E grottesche sono molte delle strutture inserite nel percorso, alcune con riferimenti alla mitologia, a leggende famose, all’alchimia.
Dove: Località Giardino, Bomarzo. Aperto tutti i giorni dalle 8:30 alle 19. Il prezzo del biglietto varia a seconda dell’età del visitatore.
Siamo in Toscana, fra Capalbio e Orbetello, e questo luogo incastonato fra pregiati alberi di ulivo è stato il progetto più massiccio dell’artista francese Niki de Saint Phalle.
I “tarocchi” nel nome del monumento non si riferiscono alle arance, ma alle carte famose per i poteri divinatori: ogni struttura all’interno dell’area si ispira proprio a esse, per un totale di 22 monumenti, alcuni dei quali non solo accessibili ma “abitabili”, almeno all’epoca della loro costruzione, a partire dal 1979.
Ispirato al Parc Güell di Gaudí a Barcellona, il Giardino dei Tarocchi è un luogo coloratissimo e, passateci il termine giovanile, instagrammabile. Se viaggiate con dei bambini, occhio alla delicatezza delle opere, spesso ricoperte di smalti colorati e vetri.
Dove: Località Garavicchio, Pescia Fiorentina – Capalbio. Aperto tutti i giorni fino al 15 ottobre dalle 14:30 alle 19:30. Il prezzo del biglietto varia a seconda dell’età del visitatore.
Terza alternativa in questa miniguida ai luoghi fantastici attorno a Roma, La Scarzuola si trova in Umbria, poco dopo il confine con il Lazio. La località deve il suo nome singolare al ricordo di una capanna costruita in epoca medievale da San Francesco in persona, utilizzando il legno di un albero locale chiamato “scarza”.
Sul luogo dove fu costruito originariamente l’umile riparo sorse in seguito una chiesa con annesso convento, che mantenne il nome anche dopo essere finita in stato di relativo abbandono. Solo nel 1957 l’intera proprietà fu acquisita dall’architetto milanese Tomaso Buzzi, che negli stessi luoghi volle costruire la sua Città Ideale (nome alternativo della Scarzuola). L’ispirazione arriva da celebri monumenti del passato, come Villa D’Este, il Colosseo ma anche alla stessa Bomarzo. Il complesso è ispirato alle teorie psicologiche di Jung, ma anche alla massoneria e alla corrente del manierismo.
Dove: a Montegabbione (Terni). Per visitare la proprietà, privata, sono possibili solo visite di gruppo, da prenotare obbligatoriamente su questo sito. Il biglietto costa 10 Euro.
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