Storia (molto) breve delle “madonnelle” di Roma
- Luglio 20, 2026
- Senza categoria
Il tratto originale della via Appia (Appia Antica, per non confonderla con la caotica Appia Nuova) è una delle attrazioni più spettacolari visitabili a Roma, ma non immaginereste quanti turisti, stranieri così come anche italiani, ripartono senza essersi nemmeno avvicinati a questo gioiello!
Questo breve post vuole essere un’introduzione a questo vero e proprio museo a cielo aperto, dove è possibile imbattersi non solo in vestigia romane ma anche in tracce di altre epoche della nostra storia, dal Medioevo alla Seconda Guerra Mondiale.
Abbiamo cercato di individuare i punti più interessanti lungo il percorso più vicino al centro città, ma vi invitiamo a curiosare e ad approfondire, cercando libri sull’argomento – gli archeologi ci dimostrano continuamente che la storia dell’Appia Antica è un capitolo il cui finale è ancora tutto da scrivere, per cui ci sono ancora tante scoperte da fare da queste parti!
Per un visitatore la cosa più semplice è di imboccare l’Appia Antica da Porta San Sebastiano, monumentale ingresso a Roma da sud, a poca distanza dall’inizio di via Cristoforo Colombo. A Porta San Sebastiano si può arrivare anche camminando dalla zona del Colosseo e deviando verso le Terme di Caracalla – la passeggiata è lunga ma piacevole e si attraversano zone, come quella di via Latina, assolutamente incantevoli.
L’alternativa la offre il bus 118, che percorre una parte del tracciato seguendo un itinerario circolare: il piccolo mezzo parte e arriva a Piazza Venezia, ma effettua fermate strategiche anche di fronte alla fermata della metropolitana di Circo Massimo o in via Petroselli, nelle vicinanze dell’anagrafe centrale, a breve distanza dal Ghetto.
Un primo punto di interesse per chi desideri esplorare l’Appia Antica è il Museo delle Mura, ricavato nelle Mura Aureliane sopra l’arco di Porta San Sebastiano. Ne avevamo parlato qui. L’ingresso è gratis, ma è sempre bene prenotare la visita chiamando il numero 060608. L’affaccio spettacolare dalla cinta muraria permetterà di apprezzare la parte iniziale della “Regina Viarum”.
Il primo tratto di strada della via Appia vi permetterà di passare davanti al complesso della Cartiera Latina, oggi struttura espositiva e museale, che affaccia su quel che rimane del fiume Almone, uno dei fiumi sacri di Roma. Proseguendo per qualche minuto troverete sul lato sinistro la chiesetta del Domine Quo Vadis, costruita nel punto in cui, secondo la tradizione, Gesù sarebbe apparso a Pietro che fuggiva da Roma.
Da questo punto in avanti inizia la zona delle catacombe più importanti: Vigna Randanini, storicamente sepoltura della comunità ebraica; le Catacombe di Pretestato; quelle di San Callisto e Santa Domitilla; infine quelle di San Sebastiano. Mentre San Callisto, Santa Domitilla e San Sebastiano osservano orari “da museo”, per le altre è necessario organizzare con anticipo la visita perché aprono solo su richiesta e in genere solo per gruppi.
Per tutte, a prescindere dall’importanza, ricordiamo che è sempre bene, in era post-Covid, di prenotare i biglietti qualche giorno prima, calcolando in particolare che alcune di queste strutture possono rimanere chiuse in alcuni periodi dell’anno.
Fra secondo e terzo miglio dell’Appia Antica, a sinistra si noterà un’ampia area verde con i resti di strutture di grande pregio: è quel che resta della spettacolare villa di Massenzio, proprio l’imperatore sconfitto da Costantino a Ponte Milvio. La sua caduta fece sì che le sue proprietà fossero distrutte, “riciclate” o passate ad altri proprietari, ma qui si può ancora ammirare ciò che rimane del suo circo, o della tomba di Romolo – dedicata non al fondatore di Roma ma al figlio dello sfortunato imperatore.
Poco più avanti, ecco uno dei simboli dell’Appia Antica, fra gli scorci più fotografati di questa attrazione: il sepolcro di Cecilia Metella, nobildonna romana, che grazie alla sua classica struttura a forma di torre fu riutilizzato come torre di avvistamento e struttura difensiva. Fu la potente famiglia dei Caetani a realizzare compiutamente questo progetto, costruendo attorno al mausoleo un vero e proprio borgo, noto come Castrum Caetani, e per lo più andato perduto. Come molti altri siti di interesse facenti parte del Parco Regionale dell’Appia Antica, anche questo ha ingresso gratuito.

La Soprintendenza Archeologica di Roma e il Ministero per i Beni e le Attività Culturali da anni sono impegnati nell’acquisizione di immobili che in epoca di minore sensibilità erano stati costruiti proprio all’interno del Parco dell’Appia Antica, addirittura utilizzando antiche strutture romane per edificare maestose ville moderne. Oggi la cosa ci sembra giustamente scioccante, ma finché l’area non è stata protetta e monumentalizzata questo era possibile. Il complesso di Capo di Bove, al IV miglio dell’Appia Antica, era un’abitazione privata che è stata acquistata dallo Stato e messa a disposizione della collettività: oggi ospita mostre temporanee e l’Archivio e la Biblioteca di Antonio Cederna, che per primo cercò di evitare che attorno all’Appia Antica si costruisse.
Visitando la vicina Villa dei Quintili, uno stesso destino è quello del Casale di Santa Maria Nova, anch’esso acquisito dal nostro governo: oltre a ospitare mostre fotografiche e d’arte, costituisce l’accesso ideale alla grande tenuta della Villa dei Quintili, il più grande complesso residenziale del parco.
I monumenti da segnalare sarebbero ancora tanti, ma per non esagerare con le sollecitazioni e per permettervi di procedere secondo la vostra sensibilità e i vostri interessi, sottolineiamo per concludere le tombe (ma quello che rimane visibile sono dei tumuli) attribuite ai leggendari Orazi e Curiazi, che decisero le sorti della guerra di Roma contro Albalonga: si trovano proprio all’altezza della Villa dei Quintili.
Il sito ufficiale del Parco Archeologico dell’Appia Antica contiene una grandissima quantità di informazioni sia pratiche che storiche e consigliamo di consultarlo prima della vostra passeggiata.
La pagina ufficiale del turismo a Roma riporta una versione condensata della storia dell’area.
Per approfondire sulla figura di Antonio Cederna, vero e proprio salvatore dell’Appia Antica, vi rimandiamo a questo sito.
Join The Discussion