Fondazione D’ARC: un nuovo spazio per l’arte contemporanea
- Marzo 27, 2026
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Se siete…
Il mondo della storia dell’arte non smette di regalare avvincenti scoperte, e una delle più clamorose degli ultimi decenni è in mostra a Roma fino a quasi tutto il mese di febbraio del 2025: mai esposto prima al pubblico, il ritratto di Maffeo Barberini sarà esposto nel palazzo che fu di proprietà della famiglia del futuro papa Urbano VIII, proprio Palazzo Barberini che è ormai la sede della Galleria Nazionale di Arte Antica.
Per la sua vicenda umana, i ritrovamenti dei quadri di Michelangelo Meriti sono sempre degli eventi: irrequieto, litigioso, poco amato dai suoi contemporanei, Caravaggio viaggiò e si mise al servizio di molti potenti della sua epoca, motivo per il quale molti suoi quadri sono finiti lontanissimi da Roma, che fu il principale luogo di vita e di attività dell’artista, quando non addirittura perduti.
Questo dipinto, tuttavia, non si era (quasi) mai mosso dalla Capitale. Semplicemente, fra il 1935 e oggi se n’erano “perse le tracce”. L’anno preciso ci è noto perché è allora che da Palazzo Barberini, allora ancora di proprietà della nobile famiglia romana, si cominciarono a vendere alcune delle opere della propria collezione. Tra queste, anche questo quadro, acquistato da un privato. Se ne interessarono due giganti della critica d’arte italiana: Roberto Longhi e Giuliano Briganti, che arrivarono a litigare su chi riconobbe il tratto del maestro lombardo per primo!
Oggi che l’attribuzione è unanime, il quadro torna nel palazzo dal quale era uscito quasi 100 anni fa. Si tratta di un ritratto piuttosto “standard” per l’epoca.
A renderlo straordinario è la storia dei due uomini, quello che dipinge e quello che si lascia dipingere: terminato intorno al 1598, blocca per sempre su tela l’allora cardinale, un ambizioso trentenne amante delle arti, e politicamente potentissimo. Ben prima di arrivare al soglio papale! Anche Caravaggio, però, punta in alto, e lo fa con questa opera che sottolinea la sua disponibilità a ritrarre i potenti dell’Urbe, anche quando i soggetti più frequenti nelle sue opere erano religiosi. Le committenze di questo tipo erano comuni, ma incredibilmente non esistono molti ritratti firmati da Caravaggio.
Con questa mostra temporanea, visitabile fino al 23 febbraio 2025, aumentano i luoghi romani legati al pittore: consigliamo una visita anche a chi non è mai stato a Palazzo Barberini, un vero gioiello “nascosto” fra i musei dell’Urbe. La Galleria Nazionale di Arte Antica è in Via delle Quattro Fontane, 13.
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