Fondazione D’ARC: un nuovo spazio per l’arte contemporanea
- Marzo 27, 2026
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Se siete…
Il nostro post sul Campidoglio, e in particolare il segmento sull’esistenza di un ulteriore colle accanto a esso, l’Arx, ha riscosso molto successo! Per questo abbiamo pensato di ritornare sull’argomento dei colli di Roma, che sono molto più dei proverbiali sette, per raccontare la storia su uno di quelli che non è più possibile vedere: il colle Velia.
Pochi sanno che tra il Palatino e il Colle Oppio esisteva un altro colle, la Velia, situato all’incirca dove oggi si trovano la Basilica di Massenzio o l’arco di Tito.
Questo piccolo rilievo collegava naturalmente il Palatino al resto della città, ed era strategicamente perfetto perché da qui si poteva osservare sia l’accesso al Palatino che la via Sacra, la strada più importante dell’antica Roma. Non a caso, qui sorgevano alcune delle costruzioni più importanti della Roma pre-repubblicana e pre-imperiale: secondo la tradizione, qui si trovava la casa del re Tullio Ostilio. Ancora prima fu qui, poco dopo la fondazione di Roma, che trovarono rifugio gli albenses, gli scampati alla distruzione di Alba Longa (infatti, per via del nome del colle, a questi si dava anche il nome di velenses (un po’ come dire “quelli della Velia”).
Per la sua posizione così centrale e strategica, la Velia fu interessata quasi subito da sbancamenti che ne trasformarono aspetto e dimensioni: fra i primi a “ritoccare” il colle ci fu Nerone, che ne usò il lato orientale per costruire parte della sua Domus Aurea. Quello occidentale, poi, fu sbancato per costruirvi il Tempio della Pace. Nel Rinascimento, uno dei palazzi che svettava sulla Velia era Palazzo Silvestri-Rivaldi, con dei giardini maestosi che occupavano quasi tutta la sua sommità: se oggi la proprietà appare notevolmente ridimensionata è per via dell’intervento più massiccio che ha interessato l’area: parliamo della costruzione di Via dei Fori Imperiali.
Si tratta di una delle trasformazioni urbanistiche più drammatiche della storia di Roma. Nel 1932, in pieno periodo fascista, Mussolini ordinò lo spianamento quasi totale del colle per creare la Via dell’Impero (oggi Via dei Fori Imperiali), che doveva collegare direttamente Piazza Venezia al Colosseo. I lavori furono devastanti: migliaia di metri cubi di terra furono rimossi, distruggendo per sempre non solo il profilo naturale del colle ma anche preziose testimonianze archeologiche che giacevano nel sottosuolo.
I muraglioni che si trovano su entrambi i lati di Via dei Fori Imperiali quasi all’altezza dell’ingresso della metropolitana servono a tenere “ingabbiata” la terra che rimane del colle.
Non si può dire strettamente che la Velia non esiste più: di certo però è molto ridimensionata! La basilica di Santa Francesca Romana sorge proprio sulla sommità di quello che rimaneva della Velia, mentre l’arco di Tito si trova su un piccolo sperone risparmiato dalle demolizioni. In più, percorrere Via del Colosseo vuol dire arrampicarsi su un lato del colle, che si può dire essere ben nascosto… Tranne che agli occhi di chi vuole vederlo. E se non siete rimasti impressionati, si può sempre tornare sui propri passi e provare un tour più canonico: consigliamo quello in bicicletta dei leggendari sette colli, i cui dettagli possono essere visionati a questo indirizzo.
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