Dei sette colli di Roma, il Campidoglio è il più piccolo e il più importante. Numerosi libri di storia ne hanno raccontato la storia e decine di migliaia di turisti vi transitano ogni giorno, ma la maggior parte dei visitatori non sa che sta calpestando un vero e proprio mistero.
Non siamo qui per parlarvi del progetto di Michelangelo per la piazza, né dei Musei Capitolini, tra i più antichi al mondo. Questo post è invece dedicato a cinque fatti meno noti sul colle.
In realtà sono due colli, non uno!
Tecnicamente, il Campidoglio non è un solo colle; il Capitolium è infatti accanto a un altro colle, l’Arx, e sono collegati da una “sella”. I due colli sono ora uniti senza soluzione di continuità da Piazza del Campidoglio. Il capolavoro di Michelangelo rende difficile capire dove finisca una collina e dove inizi l’altra. Per inciso, la Chiesa di Santa Maria in Aracoeli si trova in cima all’Arx.
L’origine della parola “asilo”
Secondo la leggenda, Romolo, il fondatore di Roma, istituì un rifugio per i profughi, i fuggiaschi e gli esiliati per favorire il popolamento della nuova città. Questo santuario si trovava sulla “sella” tra l’Arx e il Capitolium ed era noto come Asylum. Da allora, il termine “asilo” è stato usato per descrivere il rifugio concesso a persone che sono fuggite dal loro paese come nemici politici o per sfuggire alle persecuzioni.
La leggenda della Rupe Tarpea
La rupe, ben visibile sul lato sud del Campidoglio, di fronte al Teatro di Marcello, era il luogo in cui venivano gettati i traditori di Roma condannati a morte, come a essere espulsi simbolicamente dalla città.
Il nome “Tarpea” si riferisce a una mitica fanciulla e vergine vestale che fu convinta da Tito Tazio, re dei Sabini, a tradire i Romani aprendo le porte del colle in cambio delle armille (gli anelli e i bracciali d’oro che gli invasori portavano sul braccio sinistro). Tuttavia, Tarpea fu tradita dagli stessi Sabini che, una volta entrati, le scagliarono contro i loro scudi, uccidendola: il nome della ragazza divenne un tutt’uno con quello di traditrice. L’area della rupe, che in tempi moderni è diventata parte di un piccolo parco, è in fase di ristrutturazione e si spera che venga riaperta al pubblico entro la fine del 2025.
I Grottoni, i misteriosi livelli sotterranei del Campidoglio
A proposito di lavori di ristrutturazione, sono in corso quelli per consentire ai visitatori di attraversare lo storico colle di Roma da un lato all’altro – sottoterra! I Grottoni erano, in modo non dissimile da quanto accade a Napoli, luoghi in cui si scavava il tufo per utilizzarlo nelle prime costruzioni romane. Queste grandi cave furono poi riutilizzate per immagazzinare il grano, ma anche come taverne, come laboratori artigianali e infine come rifugi antiaerei durante la Seconda Guerra Mondiale. L’apertura al pubblico del sito è prevista per il 2026. A quel punto, romani e turisti potranno esplorare un’area relativamente sconosciuta del centro città.
Il lupo e l’aquila – i “prigionieri” della collina
Tutti conoscono il mito della lupa che allattò Romolo e Remo, ma pochi sanno che i lupi vissero per circa 100 anni alla base del Campidoglio… in una gabbia. Anche le aquile erano di casa sul colle, ma non erano liberi.
Il 28 agosto 1872 il Consiglio comunale di Roma, presieduto dall’allora sindaco Pietro Venturi, votò per mettere una vera lupa in una gabbia costruita a tale scopo sul lato sinistro della famosa scalinata del colle. Il Consiglio assunse e mise a disposizione un custode per gli animali così imprigionati. Per fare compagnia alla lupa, in una gabbia vicina fu aggiunto un altro simbolo di Roma: un’aquila, anch’essa viva.
Solo negli anni ’70 le gabbie furono finalmente svuotate dei loro “prigionieri”: ora sono vuote e si vedono bene da via del Teatro di Marcello.
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