Fondazione D’ARC: un nuovo spazio per l’arte contemporanea
- Marzo 27, 2026
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Se siete…
L’anno di From Home to Rome si chiude con tanti progetti e idee per il futuro, con riflessioni sull’anno che è stato, e ovviamente con il pensiero che va a chi non c’è più, compresa quella che è una delle figure più importanti e rappresentative della Roma contemporanea.
Parliamo di Gigi Proietti, ovviamente, scomparso appena due mesi fa, ma che ha lasciato un vuoto impossibile da riempire nella vita culturale e quotidiana della Città Eterna. Quante espressioni colloquiali dobbiamo all’attore e regista? Quanti luoghi associamo alla sua presenza – non solo quella in scena?
Proprio ai luoghi legati a Gigi Proietti abbiamo pensato di dedicare questo post: non proprio un walking tour, perché abbraccia un territorio metropolitano troppo vasto, ma comunque un itinerario sentimentale dove scoprire o riscoprire la romanità più autentica, lontano dagli stereotipi e dalle macchiette.
Invece di andare in ordine strettamente cronologico, raggruppiamo in questo primo blocco di luoghi legati alla vita e al lavoro di Gigi Proietti quei posti di Roma che oggi l’amministrazione è sollecitata a intitolare alla sua memoria: da raccolte firme, da campagne mediatiche o dal semplice buon senso.
Si comincia con Via di Sant’Eligio, una traversa di Via Giulia, a ridosso del Liceo Virgilio. Siamo in pienissimo centro, fra il Tevere e Piazza Farnese, e qui Proietti nacque il 2 novembre del 1940. Oggi i cittadini chiedono che il vicolo venga ribattezzato col nome del maestro.
Stessa cosa succede (ma da un po’ non se ne parla più così frequentemente) per il Teatro Brancaccio, lungo via Merulana, dove Proietti era di casa: ora il suo viso sorridente campeggia sulla serranda abbassata del palcoscenico dell’Esquilino, a due passi dalla nostra casa vacanze Mecenate 13.
Un altro progetto che coinvolge un teatro e la memoria dell’immenso mattatore è quello intorno al Silvano Toti Globe Theatre: la replica del palcoscenico inglese è stata una creatura molto amata e molto voluta da Gigi, che lo ha diretto dalla sua inaugurazione nel 2003 e fino all’ultima stagione, quella complessa di quest’anno.
Pur essendo già intitolato a Silvano Toti, amante delle arti sceniche e notissimo mecenate, c’è già stata una dichiarazione di intenti da parte della sindaca Virginia Raggi, che vuole che il palco rotondo dentro il parco di Villa Borghese cambi nome. Cosa che deve essere praticamente fatta, visto che al momento in cui scriviamo, esiste già una pagina Wikipedia con il titolo aggiornato!
Più prosaicamente, una raccolta firme voluta dai cittadini del quartiere Tufello vorrebbe che a essere ribattezzato fosse il mercato rionale: Proietti passò in quella zona parte della sua infanzia.
Nel quartiere del quadrante nord-est della Capitale, come accennato, Proietti visse parte della fanciullezza: è qui che si concentrano diversi omaggi (e altri ne arriveranno) alla sua figura.
C’è intanto l’enorme (15 metri) murales voluto dalla Regione Lazio e dall’ATER, l’ente ex Istituto Autonomo Case Popolari: la famiglia Proietti abitò in via Tonale proprio nelle case popolari. Ora su una facciata dello stesso lotto (fra i civici 2 e 4) c’è il lavoro di Lucamaleonte, fra i più famosi street artist romani. È un ritratto che è già fotografatissimo e meta di “pellegrinaggi sentimentali” anche da chi vive dall’altro lato della città.
Tuttavia non è la sola traccia di Gigi nel quartiere: su viale Ionio, alla fine del cavalcavia tanto familiare a chi si muove da o verso il quartiere Talenti, compare Mandrake in persona, indimenticabile personaggio di “Febbre da cavallo”.
In Via Capraia, poi, già protetto da un pannello di plexiglass anti-vandalismo/furto, è un delicato ritratto in carta dell’artista Harry Greb, dove stavolta l’omaggio è al Proietti di “A me gli occhi, please”, lo spettacolo teatrale che lo consacrò definitivamente.
In futuro, a prescindere dalla decisione sul nome del mercato di Piazza degli Euganei, dovrebbe arrivare anche una targa dedicata a Gigi da parte dell’amministrazione del III Municipio. Per ora c’è già un omaggio anonimo, di colore (ovviamente) giallo-rosso.
Nelle parole dell’attuale presidente, Giovanni Caudo, la targa sarà
“lì dove ha vissuto e ha imparato questo dialetto fatto di commistioni che non lascia indietro nessuno”.
Tra via della Tribuna di Tor de’ Specchi e piazza d’Aracoeli (Piazza Venezia), dove secondo il grande regista Steno era il bar di Gabriella in “Febbre da cavallo”, compare ancora una volta Mandrake: stavolta il “pezzo” è firmato dalla street artist Laika.
Tutt’altra zona per il murales dei Pittori anonimi del Trullo: siamo nella periferia a sud-ovest della Capitale, dove dalla collaborazione con Mario D’Amico e Manuela Merlo (alias “Uman Art”) nasce “Te saluta coso”, proprio in via del Trullo.
Ancora non c’è nemmeno il cantiere, invece, per il murales a Torpignattara dedicato a Proietti: però c’è il progetto, il luogo (dalle parti di Viale dell’Acquedotto Alessandrino) e anche l’autore (Gianni Ranalletta): occhi puntati in alto, dunque, per vedere il sorriso di Gigi ancora una volta!
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