Pantheon e Colosseo aperti di notte ad agosto: come visitarli
- Agosto 3, 2026
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Quando nel 2020 a Pompei è tornato alla luce un termopolio perfettamente conservato, in molti si sono stupiti non tanto del ritrovamento in sé, quanto della storia che raccontava: abituati come siamo alla rappresentazione classica del romano adagiato a mangiare per ore su un triclinio, l’idea che lo street food andasse di moda già ai tempi dell’Impero è risultata per molti versi inedita.
Eppure è così: non solo lo street food parte da lontanissimo (l’antico Egitto, almeno!), ma era parte integrante della vita quotidiana di tantissimi nostri antenati. Tanto che alcune città continuano a essere legate a doppio filo a questa tradizione culinaria tanto veloce quanto… nobile.
Nobile, sì, perché dietro ad alcuni cibi da strada ci sono storie di recupero di ingredienti che altrimenti sarebbero andati sprecati, o il ricordo di divieti imposti dal potere costituito, o ancora la tradizione religiosa della città.
Si sarà capito: siamo fan dello street food, che a Roma trova espressione in decine (se consideriamo solo quelle “italiane”) di ricette diverse di altissima qualità. In questo post, allora, abbiamo voluto indicare quartieri dell’Urbe e punti di riferimento dove andare a fare… un’autentica scorpacciata!
Questa passeggiata all’insegna della… fame non può non considerare il cibo da strada pre-modernità, quello nato in tempi più o meno remoto e arrivato fino a noi.
Coi nostri consigli rimarremo in centro, fra Campo de’ Fiori e il cuore di Trastevere: in Largo dei Librai, a metà strada tra le due zone, non si può non cedere alla tentazione di un filetto di baccalà pastellato e fritto dal Filettaro, autentica istituzione capitolina.
Attraversando Ponte Garibaldi e spingendosi fino a via di San Francesco a Ripa, la storica Casa del Supplì potrà soddisfare non solo la vostra voglia per questa fonte di goduria portatile, ma anche quella di pizza a taglio (ma vi rimandiamo per questo al paragrafo dedicato!).
Tornando sull’altro lato del ponte, un altro punto di riferimento è – ovviamente – Supplizio in via dei Banchi Vecchi. Ricordando che ogni pizzeria al taglio ha la propria proposta di supplì, e che per un approccio veramente scientifico avrebbero assaggiati tutti (e così le crocchette di patate, gli arancini, i fiori di zucca…). Per trovare una scelta davvero enciclopedica, la direzione è quella del Pigneto: sull’isola pedonale, c’è da sbizzarrirsi con Pastella…
Vista la posizione, sia da Campo de’ Fiori che da Trastevere si può raggiungere in pochi minuti il Ghetto, cercando i piccoli locali che servono street food kosher: non di solo kebab vive l’uomo… esplorate anche altre specialità! Per esempio, in via Arenula il Bar del Cappuccino offre uno dei migliori panini col pastrami della città!
Chi la vuole alta, chi “scrocchiarella”… sulla pizza a taglio ci sono le stesse divisioni che alimentano la querelle “pizza romana contro pizza napoletana”: è una guerra che non avrà mai un unico vincitore, ma è divertente parteciparvi… Assaggiando!
Un ottimo punto di partenza è il leggendario forno di Campo de’ Fiori, ma il centro storico riserva anche altre sorprese, come la pizza ripiena del celebre “Zozzone”, in via Teatro Pace (alle spalle di Piazza Navona e a pochi metri da una delle nostre proprietà in via del Governo Vecchio!), che per fantasia e assortimenti di farce ricorderà l’ultimo arrivato in città, quell’Antico Vinaio che a Firenze è famosissimo (a Roma lo trovate in Piazza della Maddalena – zona Pantheon).
Rimanendo in zona, continua a conquistare fan anche all’estero la pizza di Roscioli. Spostandosi oltre i Musei Vaticani, una superstar della pizza a taglio (con prezzi più alti della media) è sicuramente Gabriele Bonci col suo Pizzarium, ma se volete cercare destinazioni meno battute, allora consigliamo Angelo e Simonetta in via Nomentana, zona Montesacro-Espero, o Frontoni in zona Ostiense, due nomi storici per chi ama la pizza da passeggio, che declinano il loro prodotto in maniere diversissime.
Nel nostro post dedicato ai mercati rionali avevamo trascurato l’aspetto dell’alimentazione: questo perché quasi tutti quelli più grandi non hanno una vera e propria varietà di offerte per chi dovesse sentirsi improvvisamente affamato. Ci sono delle eccezioni, ovviamente, e la più evidente è quella del Mercato Testaccio, dove oltre a banchi di frutta, verdura, carne e pesce si può pranzare a prezzi contenuti. Le possibilità sono moltissime!
Nell’ultimissimo periodo sono nati, spariti e riapparsi diversi box dove assaggiare specialità romane, non solo di street food: ovviamente il più famoso rimane Mordi e vai di Sergio Esposito, che permette di scoprire piatti più o meno dimenticati della tradizione sotto forma di panino.

Lo street food cambia sempre perché sono mutevoli anche i gusti di chi assaggia. Questi sono gli anni del Trapizzino, simile per concetto ai panini di Sergio Esposito (quindi all’interno di questo angolo di pizza troveremo classici romani e italiani, polpette comprese), e della sua concorrente, la Tasca, che si sta facendo largo in città. E non dimentichiamo i maritozzi salati… Nel primo caso, si può rimanere tranquillamente a Testaccio, dove mantiene alto il nome della catena il primo forno Trapizzino, aperto nel 2008. Se volete assaggiare i maritozzi, invece, cercate Mari’ a Monti, o Il Maritozzo Rosso, ancora una volta a Trastevere.
Ma se si cerca qualcosa di più esotico, meglio spostarsi all’Esquilino: la zona di Piazza Vittorio è circondata da botteghe che offrono cibo indiano, nepalese, coreano e cinese a piccolissimi prezzi, porta a porta con eccellenze romane.
Oppure la via è, ancora una volta, quella dell’esplorazione: l’area di Ponte Milvio, il quartiere Prati, Piazza Fiume o il quartiere San Giovanni sono dei veri paradisi per chi vuole assaggiare dumpling, bao (i panini cinesi), o qualche specialità della cucina centroamericana e tex-mex. Cercate raccomandazioni? Chiedete ai vostri property manager preferiti!
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