Fondazione D’ARC: un nuovo spazio per l’arte contemporanea
- Marzo 27, 2026
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Se siete…
I vicoli e le strade di Roma hanno un “superpotere”: di quando in quando ci incantano con scorci sorprendenti che si aprono ai nostri occhi quando passeggiamo verso mete conosciutissime e che, semplicemente, non ci aspettavamo di incontrare sul nostro cammino.
A volte sono giardini o palazzi monumentali, più spesso sono slarghi e piazze che ci prendono alla sprovvista nel più bello dei sensi possibili, tanto da sollecitare quel famoso sentimento di amore-odio che i romani DOC provano nei confronti della loro città (e che si esprime di solito in modi molto coloriti e niente affatto riportabili su questo sito!). Prima di arrivare a tanto, abbiamo messo insieme un piccolo elenco di qualcuno di questi luoghi speciali, una vera manna per gli appassionati di fotografia, di storia o – semplicemente – per gli amanti della vita “locale”.
Nella parte di rione Trastevere meno percorsa dai turisti (siamo alle spalle dal complesso dell’Istituto San Michele a Ripa e a pochissimi minuti da Ponte Sublicio) Roma torna a essere una città medievale in tutto e per tutto in questa piazzetta che per usare un termine a rischio estinzione è “pittoresca”.
La piazza è caratterizzata da una cosiddetta “casa-torre” che risale almeno al Dodicesimo secolo e che per un periodo è stata la sede dell’Ordine degli Umiliati, un ordine religioso istituito da papa Pio V. Secondo la leggenda, qui abitò anche Ettore Fieramosca, di ritorno dalla disfida di Barletta.
Nonostante la distruzione dell’area per far spazio ai muraglioni del Lungotevere, lo stato di conservazione di Piazza dei Mercanti è tale da averla fatta diventare un punto di riferimento per i cineasti di ogni epoca (qui è stato girato anche qualche momento di “Mamma Roma” di Pier Paolo Pasolini).
Non andiamo così lontano dal centro, eppure sembra di essere entrati in un altro mondo: nascosta dal traffico di vie come Corso Trieste, questa piazza ordinata e tranquilla sembra arrivare da un’altra zona d’Italia.
Frutto della creatività di Giuseppe Giovannoni (lo stesso architetto della Garbatella o di Città Giardino), risale al 1907. Si può raggiungere camminando per pochi minuti a piedi dopo aver lasciato il bus 80 o il 38, che collegano questa zona di Roma con le aree più turistiche.
Consigliamo una passeggiata serale qui per poi concedersi una pausa presso uno dei due localini che la punteggiano: vi attende una esperienza incantevole, al limite del surreale.
Torniamo in centro storico per quella che è chiamata anche “piazza delle tartarughe“, dall’animale ritratto a più riprese sulla fontana che si trova leggermente spostata rispetto al centro di questo spazio urbano.
Costruita da Taddeo Landini su disegno di Giacomo Della Porta, si tratta di un lavoro rinascimentale voluto dalla ricca famiglia che ancora dà il nome alla piazza: un Muzio Mattei volle, come si direbbe oggi, provvedere ai lavori di urbanizzazione di questo spazio che era all’epoca fangoso e puzzolente: propose lui stesso un progetto di pavimentazione, arredo e pulizia della piazza, che ancora oggi segue quella antica sistemazione.
Campo’ de Fiori e Piazza Farnese si prendono quasi la totalità delle attenzioni dei turisti che si allontanano da Piazza Navona e continuano a esplorare il centro storico, ma questa piazzetta assai meno spettacolare meriterebbe più attenzione, non solo per l’aspetto estetico, ma per una questione di… “falsificazione”!
Il nome sembrerebbe venire dall’albero che si trova su un lato, e che richiama la chiesa adiacente, Santa Maria della Quercia. Si potrebbe pensare che qui sia accaduto un miracolo legato all’albero, ma non è così: la prima messa a dimora della quercia risale “appena” al 1940, e la Quercia della chiesa è in realtà non un albero ma l’omonimo santuario di Viterbo, dove un’apparizione miracolosa della Madonna curò, secondo la leggenda, un’epidemia di peste. Il culto di quell’evento trovò qui la sua sede romana.
Un altro errore è pensare che si chiami Piazza della Quercia anche lo spazio antistante il bellissimo Palazzo Spada, il principale monumento di questa piccola parte del centro. Invece no: quella è Piazza Capodiferro, e moltissimi romani non sanno che fra le due piazze esisteva un edificio, abbattuto senza troppe riflessioni urbanistiche circa un secolo fa. Ha senso avere due piazze così vicine l’una all’altra? E chi lo sa: eppure, a Roma succede anche questo…
Le passeggiate fra i più famosi monumenti romani, dai Fori all’Altare della Patria passando per il Campidoglio, possono essere anche una fonte di estrema frustrazione per via delle folle oceaniche che si accalcano davanti a quei simboli cittadini (e non solo durante l’alta stagione!).
Eppure è sempre possibile trovare piccole eccezioni alla regola, e una di queste è questa piazza ai piedi della Rupe Tarpea. Resa famosa da innumerevoli serie TV e film (uno su tutti: C’eravamo tanto amati di Ettore Scola), è uno spazio tranquillo se paragonato ad altre zone del centro, ma anticamente era tutt’altro che un luogo sereno: qui venivano eseguite le condanne a morte.
Cosa c’entra la consolazione, allora? Nel 1470 circa un giovane condannato all’impiccagione non morì nonostante il cappio al collo, e disse di aver sentito la voce della Madonna che gli diceva “Vai, perché sei consolato”. Dalla frase, la chiesa: in sé, non particolarmente importante ma storicamente comunque famosa per aver originato uno dei più importanti ospedali della storia di Roma, chiuso solo nella prima metà del Novecento. Curiosità: una targa sull’edificio originale dell’ospedale (nella adiacente Via della Consolazione) ricorda Luigi Gonzaga, santificato dopo essere morto di peste in seguito al lavoro da volontario che svolgeva con i malati della terribile malattia.
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