Cinque parchi “sconosciuti” da esplorare a Roma

Villa Gordiani parco di Roma foto di Alessandro Zangrilli - From Home to Rome agenzia case vacanze a Roma

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Chi arriva a Roma, a prescindere dal periodo e dalla durata del proprio soggiorno, tende a esplorare più spesso i quartieri nelle immediate vicinanze del proprio alloggio, che spesso coincidono con quelli a più alta vocazione turistica.

Il risultato è che spesso il viaggiatore che ritorna nella Capitale tende a sentirsi come se avesse già visitato tutto il possibile, quando naturalmente non è così: questo post, scritto in periodo di zona arancione, è pensato proprio per coloro che, magari a Roma per un periodo più lungo in queste settimane di restrizioni, vogliono sfruttare il più possibile la vastità del territorio capitolino per scoprire angoli meno battuti. In una città grande come Roma, scorci suggestivi e gemme nascoste sono sempre dietro l’angolo! Allora ecco delle idee che arricchiranno l’esperienza in città… senza violare le regole!

Per questo approfondimento ci siamo voluti concentrare su cinque parchi che non tutti frequentano durante la loro permanenza: sono polmoni verdi fondamentali per l’Urbe, e importanti tanto quanto Villa Borghese o Villa Ada, eppure non godono della stessa popolarità. Li abbiamo selezionati pensando alla relativa facilità con la quale è possibile raggiungerli, e in parallelo per meriti di “varietà”: non sono i soliti parchi cittadini!

Villa Gordiani: passeggiate tra le rovine

A Roma sono diversi i parchi archeologici, e questo è sicuramente il più piccolo (succede, quando nella stessa categoria ci sono quello dell’Appia Antica e quello degli Acquedotti!).

Siamo sulla via Prenestina, poco dopo il Pigneto ma prima del Quarticciolo, e l’antica via consolare, oggi una trafficata strada ad alto scorrimento, taglia in due quello che rimane della grande tenuta dei Gordiani, imperatori del terzo secolo d.C.

Immaginate qui un complesso termale, un palazzo imperiale e grandi edifici per la gestione degli affari (le “basiliche” nel senso greco del termine). Purtroppo non conosceremo mai l’intera estensione delle proprietà dei Gordiani, perché la massiccia urbanizzazione della zona ha cancellato per sempre parte delle rovine. Tantomeno vedremo la Villa Gordiani vera e propria: per preservarla è stata lasciata sottoterra.

Quello che affiora però rende questo parco assolutamente suggestivo: si può passeggiare fra mausolei e torri (la Tor de’ Schiavi che fa parte del parco è famosissima!) ma in un contesto animato e modernissimo, fra famiglie a passeggio, ragazzi che ascoltano musica o fanno sport e anziani che si godono le belle giornate. La parte del parco più archeologicamente interessante è sul lato sinistro della via Prenestina immaginando di andare verso il Grande Raccordo Anulare, ma non trascurate l’altro!

Accesso da Via Prenestina, 325.
Si raggiunge comodamente in tram (linea 5, 14 o 19) o dopo una breve camminata lungo Via di Tor de’ Schiavi una volta scesi alla fermata metro C “Gardenie”.

Parco delle Energie: recupero industriale e sorprese naturalistiche

Nello stesso quadrante di Villa Gordiani, ma più vicini al Pigneto vero e proprio, un’altra oasi verde molto apprezzata da famiglie e giovani, ma in un contesto completamente diverso.

Sfruttando parte della fabbrica abbandonata (e storica) SNIA Viscosa, è stato possibile restituire ai cittadini uno spazio pubblico dove oggi convergono tanti progetti virtuosi, da quelli ecologici a quelli legati allo sport. Questo vuol dire che si cammina fra edifici industriali abbandonati e parzialmente recuperati, con la sensazione che la natura si stia riappropriando di quanto era suo.

Ciò è evidentissimo all’ingresso laterale del parco in via di Portonaccio, che è famoso anche per il cosiddetto “laghetto ex Snia”, oggi in realtà dedicato alla memoria di Sandro Pertini: un lago naturale sgorgato come conseguenza di lavori di scavo per la costruzione di un centro commerciale mai più terminato. Si tratta di un bacino protetto nel quale non è possibile fare il bagno, ma che sta riportando biodiversità in un’area romana fortemente antropizzata.

Accesso da Via Prenestina 173 (il cancello grande!).
Il lago Sandro Pertini è visitabile da Via di Portonaccio 230.
Si arriva al Parco delle Energie in tram (linea 5, 14 o 19) o in bus (linea 81).

Riserva naturale dell’Insugherata: una “foresta” alle porte di Roma

Parco dell'Insugherata Foto di Patafisik WIKIMEDIA COMMONS - from home to rome alloggi per lavoratori a Roma
L’ingresso della Riserva naturale dell’Insugherata, Foto di Patafisik (di pubblico dominio) via Wikimedia Commons

Per chi ricorda il nostro post sulle piste ciclabili consigliate a Roma, il Parco dell’Insugherata risulterà comodissimo perché vicino al percorso che ricalca il vecchio tracciato della linea ferroviaria Roma-Viterbo.

Sono tantissimi, anzi, coloro che in bici percorrono l’intera pista per poi proseguire direttamente dentro questo enorme parco di ben 740 ettari, che si estende dalla Via Trionfale alla Via Cassia.

Naturalmente ci vuole un mezzo adeguato: la Riserva non è adatta alle due ruote da passeggio, ma piuttosto alle mountain bike! Dimenticate, quindi, i parchi cittadini più urbanizzati: qui troverete scorci decisamente selvaggi, con dislivelli importanti e la possibilità di fare incontri con animali niente affatto domestici (volpi, cinghiali, tassi…) ma anche sorprese come una parte del tracciato della Via Francigena. Immaginate la Riserva naturale dell’Insugherata come la possibilità di fare trekking a davvero due passi da quartieri affollati come La Giustiniana o Monte Mario e la Balduina.

Uno degli accessi principali è da Via Paolo Emilio Castagnola 22 (area parcheggio per chi arriva con auto propria).
Si arriva all’accesso in questione dopo una breve camminata dalla stazione ferroviaria Roma San Filippo Neri (linea FL3).

Parco di Tor Fiscale: l'”altro” parco degli Acquedotti

Quando ci si muove verso Roma sud, si è coscienti del fatto che gli amanti del verde hanno come riferimenti tre parchi tanto famosi quanto stupendi: quello dell’Appia Antica, quello della Caffarella e quello degli Acquedotti. Non è altrettanto noto il fatto che proprio questi ultimi non sono isolati dal resto di Roma, ma nel loro tracciato originale continuavano verso il centro cittadino. A nord del Parco degli Acquedotti, dunque, separato da esso da via del Quadraro, c’è il suo “proseguimento”.

Si tratta di una zona trasformata in parco che è molto più piccola del primo, circa 30 ettari, e che dipende amministrativamente proprio dal Parco Regionale dell’Appia Antica. È questo il Parco di Tor Fiscale, che prende il nome dalla torre medievale, molto ben conservata, che si erge alla confluenza dell’Acquedotto Claudio e dell’Acquedotto Felice.

Nonostante si tratti di un’area pubblica fin dagli anni ’50 perché donata allo Stato, il Parco di Tor Fiscale e le sue testimonianze archeologiche sono stati abbandonati e vittime di un grave degrado fino al 2000 circa, quando sono stati recuperati grazie a un movimento spontaneo di volontari, poi costituitosi in associazione. Un motivo di più per visitarlo.

Accesso da via dell’Acquedotto Felice, 120.
La fermata della metropolitana più vicina è Porta Furba/Quadraro.

Riserva naturale Parco dell’Aniene: l’altro fiume di Roma

Nel quadrante nord-est della Capitale, questo impressionante spazio costeggia il fiume Aniene fino alla sua confluenza con il Tevere: 650 ettari circa che attraversano quartieri come Conca D’Oro, Monte Sacro, Casal de’ Pazzi, o Pietralata. Oltre che per passeggiate e attività sportive, lo consigliamo a chi volesse praticare attività come il birdwatching: qui nidificano infatti il martin pescatore, il picchio rosso, l’airone cenerino e tante altre specie nonostante la vicinanza con una via trafficata come la Nomentana.

Accesso da Ponte Nomentano (“Ponte Vecchio”) oppure da via Nomentana altezza civico 700 (superata via Levanna).
Raggiungibile via bus (linea Express 60/90) o metropolitana (fermata B1 Conca d’Oro e breve camminata, oppure coincidenza con bus diretti in via Nomentana).



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