Fondazione D’ARC: un nuovo spazio per l’arte contemporanea
- Marzo 27, 2026
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Se siete…
Quando si visita Roma c’è un fattore tutto “umano” che è imprescindibile dalle ricchezze culturali, storiche e artistiche che fanno della Città Eterna una delle mete più gettonate dai turisti di tutto il mondo (sì, anche durante questa fase della pandemia da Covid-19).
In altre parole, si viene a Roma anche per la sua gente, arrivando a conoscere la scena locale fatta di eventi, di locali, di esperienze.
Sono diversi i luoghi “tipici” di chi ama questo aspetto così intangibile della città: i mercati rionali, sicuramente, ma anche le trattorie caserecce, così difficili da trovare ma così autentiche. Poi ci sono loro: i chioschi. E l’estate è la loro stagione.
I romani tendono a chiamarli “chioschetti“, non per sminuirne la qualità ma solo per le loro dimensioni ridotte: zero spazio per tavoli interni, appena quello necessario a organizzare un bancone.
Sono padiglioni o baracchini appartenenti a un’altra epoca, ex grattachecche, edicole, a volte fiorai, e hanno trovato una nuova vita trasformandosi in ibridi fra il pub, il cocktail bar e il bistrot, attorno ai quali ci si trova dopo il tramonto ad ascoltare musica o a chiacchierare con i vicini di tavolo.
La loro attività è per lo più stagionale, non potendo contare su spazi interni, e il romano sa che la bella stagione è dietro l’angolo quando iniziano a riprendere vita dopo l’inverno, come alla fine di un letargo.
In questo post ne abbiamo messi insieme cinque che riteniamo essere fondamentali e dalla frequentazione dei quali si può avere una maggior comprensione dell’Urbe e dei suoi abitanti.
Il motivo per cui l’area così compatta di Ponte Milvio ospita tanti chioschi rispetto ad altri quartieri di Roma è probabilmente legato alla vicinanza con lo Stadio Olimpico: tuttora alcuni di essi si rivolgono ai tifosi che stanno per assistere a una partita, alla ricerca dell’ultimo caffè prima dell’ingresso.
Altri di questi “gazebo” si sono invece trasformati negli ultimi decenni e rappresentano dei punti di riferimento per le folle di giovani che si riversano intorno al celebre ponte nei fine settimana.
Il Chioschetto di Ponte Milvio, proprio a lato del ponte, per esempio, è di fatto un monumento per ogni romano che si rispetti. Per questo attira una clientela diversa per età e stile, cosa che lo rende gradito anche ai visitatori di fuori città.
Piazzale di Ponte Milvio, 1 (capolinea tram n. 2 a Piazza Mancini, poi attraversate il fiume!)

Percorrendo la via Nomentana allontanandosi dalle più centrali Villa Torlonia e Porta Pia, questo bar è il primo ad affacciarsi sulla strada appena superato l’omonimo ponte che segnala l’arrivo nella zona di Montesacro-Città Giardino.
Il chiosco esiste da circa un secolo, ma da una decina d’anni è diventato un popolare bar in questa zona di Roma comunque punteggiata di locali molto interessanti. Aperto soltanto per cinque mesi all’anno o suppergiù, è un posto amichevole e dai prezzi bassi.
Corso Sempione/Via Maiella (la fermata metro Conca D’Oro è a circa 10 minuti di distanza a piedi!)
Ci sono chioschi a Roma che sono leggendari, come quello microscopico di Lella, a Porta Cavalleggeri – familiare a chiunque sia sceso almeno una volta dal bus numero 64 per visitare il Vaticano. E poi c’è quello di Nunzia, che esattamente come il primo è in una zona che più turistica che non si può (siamo a due passi da Colosseo e Domus Aurea) e che tuttavia ha mantenuto il proprio carattere… sincero (da intendersi alla romana, ovviamente).
Non aspettatevi, allora, cocktail alla moda e DJ come avviene altrove. Qui, fra i vialetti del parco di Colle Oppio, apprezzerete una folla variegata di residenti di zona a spasso, bambini che giocano e il minimo indispensabile per trascorrere qualche ora a osservare Roma che si muove intorno a voi. Impagabile!
Via della Domus Aurea, 1 (fermata metro Colosseo/Parco di Colle Oppio, dieci minuti a piedi dal nostro alloggio di via Mecenate)
Se doveste trovarvi a esplorare i chioschi di Ponte Milvio, non trascurate questo, dall’altro lato del Tevere, che è fra i più importanti di Roma. Deve il suo nome a piazza Mancini, capolinea di tante linee di bus e del tram numero 2, a poche centinaia di metri dal Museo MAXXI, dal Ponte della Musica Armando Trovajoli e dall’Auditorium (ora intitolato a Ennio Morricone).
Non è solo la costruzione di queste opere importanti ad avere cambiato il volto alla zona: l’apertura di Mancho ha contribuito a rendere il piazzale più sicuro e meno “abbandonato” particolarmente nelle ore notturne. Aperto per buona parte della giornata, è proprio in serata che raggiunge il top della forma, con l’offerta di ottimi drink. Da provare, magari proprio dopo un pomeriggio al museo… o dopo un gelato!
Piazza Mancini 14 (capolinea del tram n. 2)

Per chi pensa che a nord del Vaticano non ci sia niente di valido da visitare, ecco un posto che vi farà ricredere: questo locale ricavato da un chiosco, circondato da tavolini e sempre affollata da una clientela colorata e divertente, ha completamente rivitalizzato la zona di fronte all’importante Ospedale Oftalmico.
I tipi di Fischio organizzano anche eventi musicali, quindi non è infrequente trovare un DJ che mette dischi mentre dietro al bar si preparano cocktail o si assaggiano vini/ birre da produttori indipendenti… E al mattino si può anche fare colazione (consiglio: provate gli specialty coffee!).
Piazzale degli Eroi (fermata metro Cipro)
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