Fondazione D’ARC: un nuovo spazio per l’arte contemporanea
- Marzo 27, 2026
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Se siete…
Nonostante tutti i suoi problemi, Roma continua a stupire i suoi abitanti così come i suoi visitatori: fra scorci sorprendenti, ritrovamenti archeologici costanti e nuove iniziative, si potrebbe quasi dire che sia un… vizio. Così succede, ancora una volta, a due passi dal Colosseo, in una zona che per i visitatori dovrebbe essere già ampiamente sdoganata.
È qui, invece, che da qualche giorno ha aperto il Parco Archeologico del Celio con annesso il Museo della Forma Urbis. Il primo è a ingresso gratuito, mentre per il secondo (chiuso un giorno a settimana il lunedì) è previsto un biglietto d’ingresso.
Siamo a metà della collina del Celio, sul lato opposto del Colosseo rispetto all’uscita della metropolitana. I pendolari conoscono bene la struttura del Museo della Forma Urbis, che per anni hanno visto recintato e chiuso, perché l’ingresso si trova accanto ai binari del tram numero 3 che (ma non in queste settimane di grandi lavori!) dopo la fermata più vicina al Colosseo si arrampica brevemente sul Celio, parallelo a via di San Gregorio, per poi scendere verso il Circo Massimo.
In questo breve tratto di strada il tram passa accanto a due strutture rimaste inutilizzate per anni: la Casina dei Salvi, edificata nel XIX secolo, e l’ex GIL del Celio. Proprio quest’ultima, in un progetto di rivalutazione e recupero simile a quello che ha restituito alla cittadinanza l’equivalente di Trastevere, ospita la Forma Urbis.
Anche questa non si vedeva in pubblico da anni, addirittura un centinaio: come lascia intuire il nome, è la mappa della città di Roma, la prima arrivata fino a noi, commissionata dall’imperatore Settimio Severo: incisa su enormi lastre di marmo (misurava quasi 20 metri in larghezza), fu completata entro l’anno 211 d.C. Originariamente era esposta nel Tempio della Pace ai Fori.
Su questa mappa si basa il plastico della Roma Imperiale costruito dall’architetto Italo Gismondi che per anni ha fatto bella mostra di sè all’interno del Museo della Civiltà Romana all’EUR, del quale da tempo si attende la riapertura. Chissà se con queste nuove iniziative anche in questo caso ci attende una bella sorpresa…
Tornando al Museo della Forma Urbis, un’iniziativa interessante aspetta i visitatori al Celio: per “aiutarli” a leggere la monumentale mappa, dove i frammenti si interrompono perché andati perduti è stata sovrapposta un’altra mappa storica e famosa. Si tratta di quella di Giovanni Battista Nolli del 1748 – in una riproduzione, ovviamente – che farà da supporto per capire quanta città antica è stata coperta dai palazzi del centro storico che vediamo “a livello stradale”.
Indirizzi per il Parco Archeologico del Celio/Museo: ingressi da viale del Parco del Celio 20 e 22 e clivo di Scauro 4. Il parco è aperto tutti i giorni. Il Museo è aperto tutti i giorni (non di lunedì) con chiusura alle 16.
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