Storia (molto) breve delle “madonnelle” di Roma
- Luglio 20, 2026
- Esplorazioni, Esplorazioni, Esplorazioni, Esplorazioni
Siamo nella settimana di Ferragosto, una delle più curiose e antiche festività ancora osservate in Italia.
Anche se alla celebrazione romana si è sovrapposta la liturgia dedicata all’Assunzione della Vergine Maria, continuiamo a ricordare l’imperatore Augusto, il primo di Roma, l’originatore di questo momento di riposo e il motivo per cui il mese estivo – insieme a questa solennità – portano ancora il suo nome.
Non c’è bisogno di ricordare il motivo per cui Augusto decise di imporre alla popolazione un periodo di stop alle attività lavorative, né il menù tradizionale di questa giornata di festa: fanno parte del nostro bagaglio culturale, dopotutto!
Piuttosto, noi di From Home to Rome abbiamo pensato di dedicare un post a quegli edifici di Roma voluti proprio da Augusto, o a lui dedicati, che possono essere tuttora visitati durante la permanenza nella Città Eterna. Temperature torride permettendo!
Augusto faceva discendere la propria famiglia direttamente dal dio Marte: non è allora un caso che scelga l’area del Campo Marzio, che ai suoi tempi non era ancora costruita e per lo più ospitava le esercitazioni dei soldati romani, come zona per sottolineare il proprio potere.
Qui, nella piazza dedicata proprio a questo personaggio storico, si trovano la sua tomba monumentale, quel Mausoleo di Augusto da poco riaperto al pubblico, insieme all’Ara Pacis che ricorda le vittorie in guerra dell’imperatore ma soprattutto la celebre Pax Romana.
A poca distanza da Piazza Augusto Imperatore, proprio in Piazza Montecitorio, ci sono i resti di un’altra opera monumentale voluta da Augusto: l’obelisco in mezzo alla piazza è la “lancetta” della gigantesca meridiana solare andata quasi completamente perduta. Dei resti di quello che si chiama Horologium (o Solarium) Augusti sono in realtà visibili nei sotterranei di un edificio al numero civico 48 di Via del Campo Marzio.
E ancora, non si può non citare il Pantheon, raggiungibile da qui in pochissimi minuti: pur non essendo stato costruito direttamente da Augusto, è un’estensione del suo potere, essendo stato finanziato dal suo fedelissimo, nonché genero, Marco Vipsanio Agrippa.

A un osservatore frettoloso i Fori Imperiali possono sembrare tutti risalenti alla stessa epoca, ma Augusto in realtà li allargò, aggiungendo edifici pubblici per sottolineare ulteriormente il proprio potere.
Non a caso si parla di “Foro di Augusto“: qui si trovano fra gli altri il Tempio del Divo Giulio, dedicato a suo padre adottivo, e il Tempio di Marte Ultore (ancora una volta, Augusto ci tiene a sottolineare la parentela col dio della guerra!).
L’abitudine a trasformare i familiari in divinità torna anche nella zona del Ghetto, dove tuttora si può ammirare parte del Portico di Ottavia, fatto edificare da Augusto in onore della sorella (Per un affaccio straordinario su questo monumento, vi ricordiamo la posizione privilegiata di Catalana al Ghetto).
Tutto il centro storico è costellato di edifici legati ad Augusto – costruiti direttamente dall’imperatore, da persone a lui vicine o semplicemente restaurati col suo benestare (un’ottantina addirittura).
Di molti si è persa ogni traccia, mentre di alcuni ci rimangono dei resti: è il caso del tempio di Apollo Sosiano e del Teatro di Marcello, l’uno di fronte all’altro fra Ghetto e Campidoglio, oppure della Casa di Augusto sul colle Palatino.
Altre tracce dell’imperatore sono nei musei archeologici cittadini: dai Capitolini al Palazzo Massimo alle Terme (nella zona della stazione Termini), senza dimenticare ovviamente i Musei Vaticani, sono numerose le statue dedicate alla figura mitica di Ottaviano: in questi giorni non li troverete affollati, e la visita è per questo consigliatissima!
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