Fondazione D’ARC: un nuovo spazio per l’arte contemporanea
- Marzo 27, 2026
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Se siete…
Siamo tutti abituati a vedere i nasoni che costellano non solo il centro storico di Roma, ma tutta la città eterna. Ormai una presenza costante, sono finiti su cartoline, magliette, film… e ovviamente guide dell’Urbe! Eppure capita, di quando in quando, di notare una “fontanella” dalla forma diversa – con la stessa funzione ma più antica, oppure creata da una mano che, è evidente, non è la stessa.
Nel post di oggi, vi vogliamo raccontare la storia di una di queste… mani.
Hanno quasi cent’anni ma non li dimostrano: sono le undici (ma ne sono sopravvissute solo dieci) fontane rionali. Diverse dai nasoni, come accennato, avevano la stessa esatta funzione “pubblica” e risalgono al 1926, quando vennero commissionate all’architetto e scultore Pietro Lombardi dall’allora Governatorato di Roma in sostituzione di altre fontanelle che erano rimaste danneggiate, oppure come arredo urbano in quartieri nati da poco.
La prima a essere costruita fu tutt’altro che una fontanella: si tratta infatti della monumentale Fontana delle Anfore di Testaccio, rimasta in quartiere nonostante due spostamenti (per anni la si è ammirata in Piazza dell’Emporio). Le altre opere di Lombardi, tutte di dimensioni più piccole, sono quelle che seguono:

La bellezza di queste fontane rionali sta nei simboli scelti da Lombardi per progettarle e decorarle: oggetti di uso comune o no, ma sempre legati al territorio del rione rappresentato: per esempio, la botte di Trastevere rimanda alle antiche locande del quartiere; il timone di Ripa, ai piedi dell’ex Istituto San Michele, ricorda l’antico porto sul Tevere, ormai sparito; la Fontana della Pigna (a pochi passi dal Vittoriano e da Piazza Venezia) ci ricorda il Pignone trovato proprio da queste parti e poi spostato in Vaticano, dove ancora oggi si può ammirare nel cortile che porta il suo nome.
Si potrebbe andare avanti per pagine e pagine per rendere omaggio alla maestria di Lombardi, ma qui ci vogliamo soffermare anche su quello che non c’è più, o che si nasconde alla vista dei turisti: la fontana creata per il quartiere San Lorenzo, che raffigurava i Monti Tiburtini visibili dal Verano, è andata persa per sempre durante i bombardamenti del quartiere nel 1943.
La distruzione, questa invece intenzionale, di Spina di Borgo (l’antico quartiere che sorgeva a ridosso del Vaticano) per far spazio a Via della Conciliazione ha invece comportato “lo smarrimento” di un’altra fontana, una delle tre che Pietro Lombardi aveva dedicato alla zona fra San Pietro e Castel Sant’Angelo: spostata per essere salvata dalle demolizioni, è stata ritrovata casualmente nella zona di Tomba di Nerone, sulla via Cassia… proprio dal figlio dell’artista.
Anche a un visitatore frettoloso sarà assolutamente possibile ammirare la maggior parte delle fontane di Lombardi seguendo un’idea abbozzata di itinerario a piedi che può partire indifferentemente da Testaccio o da Piazza del Popolo:
Partendo da Testaccio, potrete fotografare la Fontana delle Anfore, seguendo poi via Marmorata per spostarvi verso la Fontana del Timone.
Percorrendo all’indietro il Lungotevere rispetto al senso di marcia si potrà raggiungere la Fontana della Botte.
Da qui, attraverso via della Lungara, si può arrivare in zona Vaticano dove troverete le Fontane delle Tiare e delle Palle di Cannone.
Attraversando il Tevere, potrete dirigervi verso la zona del Pantheon per cercare la Fontana dei Libri a Sant’Eustachio, e di lì verso la zona di Piazza Venezia per la Fontana della Pigna. Si prosegue verso Monti, (precisamente in Via di San Vito) per quella dedicata al quartiere.
Da lì, passando per i vicoli sotto al Palazzo del Quirinale si arriva facilmente alla zona del Tridente, e quindi alla conclusiva Fontana delle Arti a via Margutta.
Abbiamo testato questa passeggiata noi stessi, impiegando circa 4 ore (che si riducono andando a passo svelto o approfittando di qualche autobus di passaggio!). Se voleste fare il giro alla rovescia, magari perché arrivate dalla metropolitana di Piazzale Flaminio, vi basterà invertire il semplice itinerario qui sopra.
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