Non tutto è perduto, però: esagerando, si può dire che il 99% delle chiese dell’Urbe non ha di questi problemi, con il particolare non secondario che entrarvi è come farlo in un museo. È per questo che andrebbero visitate, al di là del proprio sentimento personale verso la fede: le opere in esse contenute potrebbero tranquillamente essere conservate in importanti gallerie (e alcune, in effetti, lo sono, oppure vengono spostate di quando in quando per esposizioni temporanee).
In questo post, cercando di non creare doppioni con i post già pubblicati come questo o questo, è nostra intenzione indicare alcuni luoghi di culto dove entrare gratis e godere di capolavori arrivati a noi a centinaia di anni dal loro completamento.
Raffaello e gli altri nella chiesa di Santa Maria della Pace
Per la maggior parte dei turisti, questa è la chiesa che segnala l’ingresso al Chiostro del Bramante, ma pochi si avventurano qui quando hanno un appuntamento con le belle mostre ospitate proprio accanto. Peccato, perché qui si trova il sensazionale affresco di Raffaello “Sibille e angeli” del 1514. Non è l’unico lavoro da ammirare: ci sono lavori di Rosso Fiorentino, Baldassarre Peruzzi, Orazio Gentileschi (padre di Artemisia) o Carlo Cesi, fra gli altri.
Chiesa di Santa Maria Sopra Minerva: un Michelangelo “minore”
Su questa chiesa (o sarebbe meglio dire “accanto a questa chiesa”!) alle spalle del Pantheon il prossimo mese avremo una sorpresa da rivelare, ma nel frattempo vi invitiamo a visitarla per uno stupefacente marmo di Michelangelo Buonarroti che in città passa quasi inosservato – succede, quando c’è da vedere anche una Pietà o un Mosé (quest’ultimo alla Basilica di San Pietro in Vincoli, nel cuore di Monti).
La “rockstar” medievale nella Basilica di San Giovanni in Laterano
Giotto non è esclusiva dell’Umbria o di Firenze, e anche Roma è stata toccata dal genio toscano: molte delle sue opere in città sono andate però perdute per via dei rifacimenti delle chiese capitoline. Si salvano poche cose, come questo frammento di un affresco più grande che si trova collocato all’altezza del primo pilastro della navata destra della basilica, dove peraltro potrete ammirare tanti altri capolavori, come il Monumento Annibaldi di Arnolfo di Cambio.
Un presepe straordinario nella Basilica di Santa Maria Maggiore
A proposito di Arnolfo di Cambio: a pochi minuti dal caos di Termini, per non parlare della vicinanza col nostro Mecenate 13, la basilica dell’Esquilino custodisce il più antico presepe al mondo, commissionato da Papa Niccolò V sulla scia della popolarità di quello inventato da San Francesco D’Assisi. La sua realizzazione risale agli ultimi anni del XIII secolo.
Caravaggio e i suoi benefattori: la Chiesa di Santa Maria del Popolo
Su Caravaggio e le sue opere sparse nelle chiese di Roma si è scritto molto, ma spesso i turisti in città ammirano maggiormente quelle che sono più vicine a Piazza Navona o Campo de’ Fiori, cioè San Luigi de’ Francesi o la Basilica di Sant’Agostino. Forse per la scomodità di uscire dal percorso canonico fra i monumenti per deviare verso Porta del Popolo, o magari scoraggiati dalle aperture a intermittenza di questa bella chiesa. Fatto sta che qui ci sono due capolavori assoluti di Michelangelo Merisi: la “Conversione di San Paolo” e la “Crocifissione di San Pietro”!
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