Nonostante la storia di Roma sia strettamente intrecciata con quella della religione, cristiana prima e cattolica poi, e nonostante la quantità di chiese e conventi che punteggiano la Capitale, in città invece di abbazie ce n’è una sola: quella delle Tre Fontane, dalla storia antichissima.
Questo luogo dove, per dirla in maniera scontata, sembra che il tempo si sia fermato, si trova all’Eur, su quello che era il tracciato della via Laurentina antica, in una valletta stretta tra le attuali via del Tintoretto e via Cristoforo Colombo, sconosciuto anche a tantissimi romani.
Il luogo è quello dove, secondo la tradizione, San Paolo fu decapitato: prima che la sua testa fosse esposta come reliquia a San Giovanni in Laterano, questa sarebbe rimbalzata per tre volte a terra, ogni volta facendo sgorgare una sorgente lì dove toccava il suolo: ecco spiegato il nome della località.
L’altra narrazione vuole che il martirio sia avvenuto a San Paolo Fuori le Mura: a noi piace pensare che la sua salma sia stata ricomposta e portata lì, dove prima della Basilica si trovava una necropoli, e che quindi entrambe le versioni della storia possano coesistere!
Una tradizione millenaria
Come molti altri edifici religiosi a Roma, anche quello dell’Abbazia delle Tre Fontane ha occupato la stessa area per oltre un millennio: intorno ad esso la città avanzava, ma la struttura (al netto di incendi che ne cambiarono l’assetto architettonico) rimaneva invariata. Da un iniziale monastero di culto greco-armeno, la gestione delle Tre Fontane passò dapprima ai monaci cluniacensi per volere di papa Gregorio VII, ma poi fu assegnato ai cistercensi, che lo gestiscono da quasi 900 anni (883, per essere esatti).
Il fascino delle tradizioni cistercensi
La parola cistercense potrebbe non dirvi molto, ma vi sarà assai più familiare quella usata in alternativa per descrivere questo ordine religioso: trappista. Ebbene sì, quella delle Tre Fontane è l’unica abbazia trappista di Roma città.
Questo ordine monacale prevede una vita di clausura per i suoi membri. Esattamente come succederebbe per il loro corrispondente femminile, la vita nell’abbazia è scandita non solo dalla preghiera, ma da attività legate all’agricoltura e all’allevamento di animali. Anche chi non conosce i trappisti saprà, dunque, che il prodotto più famoso a uscire dalle mura delle loro abbazie è… la birra!
Potrà sembrare un concetto bizzarro ai più, perché di solito si associano le birre trappiste al nord Europa, eppure solo 12 abbazie in tutto il mondo possono fregiarsi del titolo di produttori autorizzati di birra trappista, e quella delle Tre Fontane è una di queste.
Un valore aggiunto che porta tanti curiosi a visitare il complesso conventuale, che è dotato di un suo negozio: la pagina che linkiamo contiene le informazioni sui prodotti venduti. Altre strutture religiose in giro per Roma hanno disponibilità di alcuni di questi: per esempio la birra e gli amari possono essere acquistati proprio nello shop della Basilica di San Paolo fuori le Mura.
Al di là della… spesa, l’Abbazia si può visitare – con la possibilità di effettuare anche tour guidati (a fronte di un piccolo pagamento): per informazioni vi rimandiamo al sito ufficiale della struttura, per esempio a questa pagina.
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