Fondazione D’ARC: un nuovo spazio per l’arte contemporanea
- Marzo 27, 2026
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Se siete…
Chi visita la Città Eterna, sia come turista che per un periodo di tempo più esteso, sa perfettamente quali siano le destinazioni fondamentali per chi ama l’arte e vuole apprezzare collezioni che sono fra le più famose del pianeta. Dai Musei Vaticani alla Galleria Borghese, alcune delle destinazioni culturali più importanti sono proprio a Roma.
Eppure, per alcuni visitatori, queste grandi istituzioni non sono sufficienti. Qualcuno desidera esplorare la Capitale lontano dai flussi dei turisti stranieri.
Alcuni di loro sono esploratori nati, altri sono influencer che vogliono scoprire una destinazione poco nota. Altri ancora semplicemente desiderano avere qualcosa di più dalla loro esperienza in città, e per questo cercano luoghi (più o meno) nascosti, presso i quali essere praticamente le uniche presenze. In questo post, allora, abbiamo voluto selezionare alcuni musei piccoli e poco frequentati: pagare un biglietto qui vuol dire anche sostenerli economicamente, perché ricevono pochi o nulli aiuti finanziari.
Non dovete essere per forza appassionati di poesia inglese per visitare questa casa-museo, che dalle sue finestre permette di godere di una spettacolare vista sulla scalinata di Trinità dei Monti. Conoscere la storia di questi due letterati però aiuta: entrambi sono seppelliti a Roma, e la loro presenza in città ha portato tra i Sette Colli centinaia, se non migliaia, di artisti attirati dalla loro figura e dal modo in cui l’Urbe aveva ispirato la loro produzione.
Indirizzo: Piazza di Spagna, 26
Un’apertura piuttosto recente, avvenuta in piena emergenza Covid. Si tratta della residenza del pittore futurista, che lavorò e visse in questi spazi fra il 1929 e il 1958, anno della sua morte. Come per altri appartamenti trasformati in mini-musei, l’occasione è quella di curiosare nel processo creativo dell’artista, cosa altrimenti impossibile. Per gli amanti dell’arte contemporanea, ma non solo.
Indirizzo: Via Oslavia, 39b (zona Prati)
Non esattamente “piccolo”, questo vero e proprio hangar è stato edificato a protezione di un antico fiume preistorico, ritrovato per caso durante la costruzione di una serie di palazzi a uso residenziale. La presenza di questo corso d’acqua ormai prosciugato da milioni di anni era già di per sé importante, ma la scoperta di zanne di mammut, di ossa di ippopotamo e di altri animali che non assoceremmo a Roma o all’Italia ha permesso di creare uno dei musei più originali del nostro paese. Non pensate che sia solo per bambini!
Indirizzo: Via Egidio Galbani, 6 (metro Rebibbia)
Per moltissimi giovani di passaggio a Roma, si tratta di una tappa obbligata legata alle gite scolastiche, ma consigliamo la visita anche ai più grandi: la memoria di quanto accaduto in città durante l’occupazione tedesca è riassunta in un percorso toccante, ospitato nelle celle della caserma dove erano di stanza le SS.
Indirizzo: Via Torquato Tasso, 145 (metro Manzoni)
Nonostante la sua posizione centralissima, fra Piazza Navona e Campo de’ Fiori, pochi visitano questo piccolo e curato museo che, come molti altri a Roma, è a ingresso gratuito. È intitolato alla memoria del collezionista/politico, che donò una collezione di scultura antica (con oltre 200 pezzi di provenienza romana, etrusca, bizantina) al comune nei primissimi anni del Novecento. Il museo originale non esiste più, distrutto come fu dai bombardamenti della Seconda Guerra Mondiale, ma resiste in questa sede prestigiosa nel centro città. Qui vengono allestite anche belle mostre di arte o fotografia contemporanee.
Indirizzo: Corso Vittorio Emanuele II, 168
È vero: i cinque musei che abbiamo indicato sono piccoli e scarsamente frequentati, ma considerando le attuali misure anti-Covid consigliamo di prenotare in anticipo la vostra visita.
Questo può essere fatto direttamente sul sito della struttura (per esempio nel caso del Museo della Liberazione e della Casa Keats-Shelley), oppure via telefono allo 060608 per i musei comunali, specialmente se siete tentati di venire a Roma in un periodo che coincide con la prima domenica del mese, quando i musei del circuito cittadino sono tutti a ingresso gratuito e anche quelli “minori” vengono frequentati di più.
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