Sulle tracce di Borromini e i suoi palazzi romani

Palazzi disegnati da Borromini a Roma

Palazzi disegnati da Borromini a Roma

Nelle scorse settimane si è conclusa una prima parte dei lavori di ristrutturazione di Sant’Ivo alla Sapienza, la chiesa in pieno centro che con la sua “elica” è il lavoro più rappresentativo di Francesco Borromini a Roma. Questo capolavoro barocco era stato chiuso per oltre cinque anni, da quando era risultato danneggiato dal terremoto cosiddetto di Amatrice del 2016.

I lavori continuano – l’intero complesso, adiacente agli Archivi Nazionali di Stato su Corso Rinascimento, è sottoposto a massicci interventi di recupero – ma è sempre possibile visitare la chiesa rispettando gli orari di apertura, che per il pubblico sono limitati alla domenica, dalle 11 del mattino con accesso solo a partire dalle 10:45 dall’ingresso posto su via del Teatro Valle.

Poiché non tutti potrebbero riuscire a sfruttare questa piccola finestra temporale, abbiamo pensato di raccogliere in quest’articolo altri nove edifici romani legati al lavoro del “rivale” di Bernini che offrono orari più comodi.

A proposito di Francesco Borromini

Dell’artista di Bissone si parla soprattutto per la sua rivalità con Gianlorenzo Bernini, una competizione ingiusta perché entrambi si trovavano nella posizione non invidiabile di essere considerati gli “eredi” artistici di Michelangelo. Borromini rimase vittima di quella pressione, o della sua depressione (o di ambedue le cose) e si uccise il 2 agosto 1667.

La Basilica di San Giovanni Battista dei Fiorentini

San Giovanni dei Fiorentini i luoghi di Francesco Borromini a Roma
La pietra tombale di Borromini, Foto di Pippo-b via Wikimedia Commons con licenza reative Commons Attribution-Share Alike 3.0 Unported

Il che ci porta al primo di molti edifici romani ai quali Borromini lavorò. La sua tomba, peraltro, si trova in questa storica chiesa proprio all’imbocco di via Giulia (il nostro alloggio Via Giulia 69, fra i tanti che abbiamo nell’area, è a un paio di minuti da qui). Come mai le sue spoglie sono qui, visto che si era suicidato?

Prima di tutto, per il suo rapporto di parentela acquisita col grande architetto Carlo Maderno, anche lui al lavoro come Borromini alla Fabbrica di San Pietro, dall’altro lato del Tevere rispetto a questa basilica: Maderno fu seppellito qui, quindi Borromini volle stargli accanto. Cosa non meno importante, Borromini qui aveva completato l’altare centrale e la cripta della nobile famiglia Falconieri proprio sotto di esso. Il rapporto con due situazioni così potenti permise di avere un'”eccezione”. La basilica si trova in Piazza dell’Oro (Via Giulia).

La chiesa di Sant’Agnese in Agone

Impossibile non notare questa chiesa, che è fra le più riconoscibili del corpus di opere firmate da Borromini: domina Piazza Navona grazie alla sua facciata concava. A iniziare dal 1652, Papa Innocenzo X decise di dare un nuovo volto all’intera area, che aveva all’epoca ancora un “look” piuttosto medievale. Il pontefice trovava il tutto piuttosto vecchio, quindi Borromini fu fra gli artisti coinvolti per modernizzare la piazza.

La strana prospettiva di Palazzo Spada

Palazzo Spada illusione ottica Francesco Borromini
L’illusione ottica più famosa tra quelle ideate da Francesco Borromini, Foto di Livioandronico2013 via Wikimedia Commons, con licenza CC BY-SA 4.0

Bisogna pagare un biglietto per accedere a questo edificio, che ospita una delle collezioni d’arte più belle e meno visitate di Roma. Se non vi fosse possibile unire la visita del museo a questa passeggiata borrominiana, provate a dare un’occhiata all’interno del suo cortile e stupitevi di fronte all’illusione ottica studiata dall’artista: l’inclinazione dei pavimenti e le altezze decrescenti delle colonne fanno apparire la galleria più lunga di quanto non sia. Un trucco elaborato per far apparire l’edificio, costruito su un lotto piuttosto piccolo, più grande di quanto non fosse. L’edificio è in Piazza Capo di Ferro, 13 (Piazza Farnese).

La Basilica di San Giovanni in Laterano

Borromini ovviamente non ha costruito questa basilica così come la vediamo oggi: era troppo occupato con San Pietro! Tuttavia gli spazi interni di San Giovanni mostrano delle decise influenze barocche, non vi sembra? Questo perché, proprio come per Sant’Agnese in Agone, fu chiesto al grande artista di rinnovare gli spazi secondo il gusto dell’epoca.

Chiesa di San Carlo alle Quattro Fontane

Nota anche come “San Carlino“, il soprannome datole dai romani per distinguerla dall’altra chiesa con lo stesso nome in via del Corso, ne possiamo parlare come del lavoro più noto di Borromini con l’eccezione di Sant’Ivo alla Sapienza. Sorprendentemente (considerato il numero di turisti che attira) si tratta di un edificio che Borromini non completò, come la chiesa di Santa Maria dei Sette Dolori a via Garibaldi a Trastevere). Vi raccomandiamo di stare con la testa all’insù mentre visiterete San Carlino: la cupola sembra più alta di quanto non sia effettivamente, un’altra delle illusioni ottiche di Borromini. La chiesa è in Via del Quirinale, 23.

Il tempietto di San Giovanni in Oleo

Consigliamo di chiamare il numero ufficiale del comune di Roma (060608) per visitare questa cappella, le cui porte sono di norma chiuse al pubblico. Anche se non fosse possibile accedervi, però, una passeggiata da queste parti è un piacere. Siamo probabilmente davanti alla chiesa più piccola di Roma, in una strada storica della capitale che è ignorata dal turismo di massa. Camminare qui significa fare un viaggio all’indietro nel tempo, ed è comprensibile che Borromini abbia voluto costruire la cappella qui: un piccolo luogo di sosta per i pellegrini che finalmente attraversavano le porte di Roma, quando il loro viaggio verso il Vaticano stava per concludersi. Il tempietto è in Via di Porta Latina, 77.

E ovviamente… la basilica di San Pietro

Borromini è uno dei tanti architetti, si sa, a intervenire sulla completa ricostruzione di San Pietro: cercatene il baldacchino, frutto della collaborazione proprio con Gianlorenzo Bernini. E immaginate la fucina di creatività che doveva essere questo luogo dello spirito, fra artisti e architetti al lavoro per dare forma a questo capolavoro.

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